Come riferisce questa mattina La Repubblica Firenze citando i dati diffusi dall’Irpet, il mondo del lavoro in Toscana fa ancora i conti con le differenze di condizioni, a partire da quelle salariali, fra uomini e donne.
Nel corso del 2024 nella Regione è stata registrata un’occupazione femminile superiore alla media nazionale (64% contro 57%) sebbene ancora inferiore rispetto alla controparte maschile. E fra le donne, una netta distinzione, in termini percentuali, si ha tra quelle che lavorano e non hanno figli (83%) e quelle che lavorano e hanno figli (75%), con ricadute sul tipo di contratto utilizzato per le lavoratrici, l’inquadramento professionale e la loro collocazione all’interno dell’organigramma: differenza che si riverberano, quindi, sulla retribuzione, ma anche sullo sviluppo della carriera.
Un’altra differenza citata dall’Irpet e riferita anche dal quotidiano è quella relativa al titolo di studio. Mentre fra le donne è più alta la percentuale di chi possiede una laurea (38,9%), è indicativo il fatto che siano concentrate su settori come quelli umanistici, psicologici, storici, mentre rimangono ancora indietro le lauree STEM.
Negli ultimi dieci anni, riferisce ancora il quotidiano, è aumentato il numero di donne impiegate in occupazioni sia a bassa che ad alta qualifica, mentre è diminuito il numero di quelle impiegate in fasce intermedie.Condividi
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