Lo afferma l'assessora all'urbanistica di Palazzo Vecchio

Confronto sull'urbanistica a Firenze organizzato da Ordine degli architetti di Firenze in collaborazione con la Fondazione, sulla visione di Firenze come 'città pubblica'. L'assessora all'urbanistica di Palazzo Vecchio Caterina Biti, intervenendo sull'ex caserma Lupi di Toscana, ha affermato che proprio "da lì inizia un nuovo modo di operare in città. Abbiamo costruito un percorso di partecipazione che si chiama 'Non case, ma città', riferendosi a quel che disse La Pira quando venne fatto l'Isolotto. Propongo all'Ordine degli architetti e alla Fondazione architetti di andare a vedere i Lupi di Toscana".
    
Biti ha affermato che in quell'area "abbiamo una superficie totale di housing sociale di 36.500 mq su un totale di 53.000 mq. L'ex Lupi di Toscana è un esempio ottimo di quello che il Comune vuole e ha deciso di fare. Le trasformazioni di questa città, anche quelle precedenti, possono essere discusse e io sto alla discussione senza timore, ma bisogna guardare avanti". "Negli ultimi anni - ha aggiunto - ci siamo concentrati per un'altra grande trasformazione urbanistica, che sono le linee tramviarie, che trasformeranno la città. Siamo riusciti a trovare 700 milioni di euro a linea per la tramvia, adesso la priorità è cercare risorse per la casa".

    
La presidente dell'Ordine degli architetti di Firenze Silvia Ricceri ha sottolineato che "negli ultimi anni il tema delle trasformazioni urbane ha suscitato un confronto sempre più serrato tra amministrazione, comunità professionale, associazioni e comitati cittadini. Un confronto acceso, talvolta segnato da polemiche e posizioni divergenti, che testimonia però quanto sia forte e condiviso l'interesse per il futuro della nostra città. Proprio per questo sentiamo oggi di fare il punto e riflettere insieme sugli indirizzi e sulle prospettive dell'urbanistica, con uno sguardo rivolto alla difesa e al rafforzamento della città pubblica".

Per Ricceri "la città pubblica non è solo uno spazio fisico: è un'idea di comunità, di accessibilità, di equilibrio tra tutela e trasformazione, tra memoria e innovazione, tra qualità urbana e giustizia sociale. Difenderla significa interrogarsi sul modo in cui progettiamo, governiamo e viviamo i nostri territori". Tra gli organizzatori Scilla Cuccaro, coordinatrice della commissione osservatorio urbanistica di Oaf, e l'architetto Cinzia Gandolfi hanno osservato che da questo convegno si cerca di "rilanciare un dibattito sulla città. Nel termine più generale e ampio possibile".
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