Sabato 14 febbraio la presentazione dei lavori aperta al pubblico

È tornata al Museo dell'Opera del
Duomo di Prato dopo sei mesi di restauro la Trinità di Apollonio di
Giovanni. Si tratta di un'opera su tavola cuspidata a fondo oro che
raffigura la santissima Trinità attribuita a questo autore di scuola
fiorentina e dipinta nella metà del Quattrocento. Sabato 14 febbraio,
alle ore 16,30, al Museo dell'Opera del Duomo (ingresso dal campanile)
è in programma la presentazione di questo importante intervento di
conservazione che restituisce alla città un'opera di grande valore
storico artistico.
      
Interverranno Silvia Benassai, funzionaria storica dell'arte della

Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città
metropolitana di Firenze e la provincia di Prato, le restauratrici
Serena Cappelli e Paola Mariotti, e la direttrice del Museo Veronica
Bartoletti. L'incontro sarà occasione per approfondire le scelte
critiche e metodologiche che hanno guidato il restauro, nonché per
riflettere sul contesto storico e figurativo dell'opera.
     
 Della Trinità di Apollonio di Giovanni non sappiamo molto,

probabilmente era stata realizzata per l'altare di una chiesa da
devozione patronale privata, ma non ci sono documenti al riguardo. La
sua presenza a Prato è documentata nel Novecento, a cavallo delle due
guerre. Nel 1932 venne organizzata la prima mostra d'arte sacra in
Palazzo vescovile e tra le opere in esposizione c'era anche la
Trinità. Con l'acquisto di Villa del Palco come bene diocesano, il
dipinto (alto poco più di 2 metri e largo 88 centimetri) venne lì
collocato e poi una trentina di anni fa arrivò nella collezione del
Museo dell'Opera del Duomo per essere posto nella sala dedicata al
Rinascimento. Nel 2015, in occasione del Giubileo della Misericordia,
la Trinità fu scelta come opera segno per l'anno santo e collocata sul
presbiterio della cattedrale.
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