Fare rete, innovare e puntare sulle persone, anche remunerando adeguatamente i lavoratori: sono alcune delle mosse suggerite da un report dell'Irpet, discusso ieri al tavolo della Città metropolitana di Firenze sulla crisi della moda. Lo studio, firmato da Donatella Marinari e Nicola Sciclone, propone alle imprese di aggregarsi per conseguire economie di scala, sviluppare strategie cooperative anziché concorrere al ribasso tra fornitori e rafforzare il potere contrattuale nei confronti dei grandi marchi.
Dopo uno shock che intreccia fattori congiunturali, scelte di prodotto delle grandi griffe e trasformazioni strutturali dei mercati, tra le priorità indicate da Irpet figura l'investimento nella digitalizzazione, con la creazione di piattaforme di commercio online per ridurre la dipendenza da monocommittenti e ricercare nuova clientela anche fuori dalla Toscana e dall'Italia, valorizzando al contempo il marchio 'made in Tuscany' e la sostenibilità sociale e ambientale delle filiere.
La moda rappresenta oltre il 5% del Pil complessivo e il 6% degli occupati della Toscana. Tessile, concia, calzature, abbigliamento e pelletteria contribuiscono al 26% del valore aggiunto manifatturiero regionale, e assorbono il 35% degli addetti manifatturieri della regione. Le esportazioni stanno tornano a mostrare segni positivi in tutti i comparti nel terzo trimestre 2025, ma negli ultimi 12 trimestri la moda toscana ha perso un quinto (-21%) del fatturato esportato, a fronte del -7% registrato dalle stesse specializzazioni nel resto d'Italia.
Dopo uno shock che intreccia fattori congiunturali, scelte di prodotto delle grandi griffe e trasformazioni strutturali dei mercati, tra le priorità indicate da Irpet figura l'investimento nella digitalizzazione, con la creazione di piattaforme di commercio online per ridurre la dipendenza da monocommittenti e ricercare nuova clientela anche fuori dalla Toscana e dall'Italia, valorizzando al contempo il marchio 'made in Tuscany' e la sostenibilità sociale e ambientale delle filiere.
La moda rappresenta oltre il 5% del Pil complessivo e il 6% degli occupati della Toscana. Tessile, concia, calzature, abbigliamento e pelletteria contribuiscono al 26% del valore aggiunto manifatturiero regionale, e assorbono il 35% degli addetti manifatturieri della regione. Le esportazioni stanno tornano a mostrare segni positivi in tutti i comparti nel terzo trimestre 2025, ma negli ultimi 12 trimestri la moda toscana ha perso un quinto (-21%) del fatturato esportato, a fronte del -7% registrato dalle stesse specializzazioni nel resto d'Italia.
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