La Nazione questa mattina si sofferma sull’evoluzione del mercato dell’affitto breve nel fiorentino: dopo che il capoluogo ha deciso di introdurre regole e limitazioni contro la proliferazione del fenomeno, in base dell’analisi del numero di Codici identificativi nazionali (Cin) si osserva una vera e propria riorganizzazione dell’offerta, che da Firenze si è spostata progressivamente verso i Comuni dell’area metropolitana, fin qui riguardati solo marginalmente dall’affitto breve.
Nel corso del 2025 a Firenze i nuovi Cin rilasciati sono stati 131, a fronte di un aumento calcolato da 15.525 a 19.996, segnalando quindi uno spostamento del mercato verso territori fin qui meno gettonati ma che, comunque, sembrano poter offrire soluzioni interessanti.
Se da una parte la crescita del numero di strutture e appartamenti destinati all’affitto breve segnala la competitività e l’appetibilità turistica del territorio, dall’altra è chiaro che il fenomeno, e la sua evoluzioni, sono osservati con estrema attenzione dalle istituzioni e dalla politica, viste le conseguenze sul mercato degli affitti a lungo termine che un’esplosione non governata dell’affitto breve può avere, in danno specialmente di studenti e lavoratori fuori sede.
Condividi
Attiva i cookies













