Aprire un confronto strutturato per costruire un Patto regionale di responsabilità tra istituzioni, parti sociali e sistema delle imprese all'insegna della reindustrializzazione e dello sviluppo del territorio. Questa la proposta che il consiglio generale della Cisl Toscana, riunito a Firenze alla presenza del segretario confederale Giorgio Graziani, ha avanzato alla Regione. Il governatore Eugenio Giani ha partecipato a una tavola rotonda promossa dopo la riunione del Consiglio, con la presenza dei rappresentanti delle associazioni di categoria.
"Un Patto - ha detto la segretaria generale Cisl Toscana Silvia Russo - fondato su impegni chiari in materia di politiche industriali di filiera, investimenti strategici e infrastrutture, qualità e stabilità del lavoro, sicurezza, formazione permanente e riqualificazione professionale".
Russo, a margine dei lavori, ha pure sottolineato che "vogliamo mettere al centro tutte le transizioni per cercare di renderle effettive anche nei nostri territori".
Per la leader regionale della Cisl "importante e fondamentale è la contrattazione di secondo livello, non solo i contratti nazionali, ma anche i contratti territoriali che mettono al centro la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici alle imprese", perché "un Patto regionale che non integri la partecipazione rischierebbe di essere solo una cornice istituzionale".
"Un Patto - ha detto la segretaria generale Cisl Toscana Silvia Russo - fondato su impegni chiari in materia di politiche industriali di filiera, investimenti strategici e infrastrutture, qualità e stabilità del lavoro, sicurezza, formazione permanente e riqualificazione professionale".
Russo, a margine dei lavori, ha pure sottolineato che "vogliamo mettere al centro tutte le transizioni per cercare di renderle effettive anche nei nostri territori".
Per la leader regionale della Cisl "importante e fondamentale è la contrattazione di secondo livello, non solo i contratti nazionali, ma anche i contratti territoriali che mettono al centro la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici alle imprese", perché "un Patto regionale che non integri la partecipazione rischierebbe di essere solo una cornice istituzionale".
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