Le cifre necessarie per i restauri e gli interventi conservativi sono ingenti, per questo l’amministrazione punta ad attrarre l’intervento privato

La Nazione questa mattina si sofferma su uno dei problemi meno raccontati ma, paradossalmente, più pungenti con cui la città di Firenze deve fare i conti pressoché quotidianamente: la conservazione dell’immenso patrimonio storico, architettonico, artistico e culturale della città.

Tramite il portale “Florence I care”, spiega il quotidiano, Palazzo Vecchio punta ad attrarre l’interesse di quegli investitori capaci di sostenere le cospicue somme necessarie per gli interventi conservativi richiesti dalle varie opere, statue, elementi architettonici e artistici cittadini.

Come spiega La Nazione, Palazzo Vecchio ha bisogno di ricavare circa tredici milioni di euro per i restauri programmati per le lunette affrescate del chiostro di Santa Maria Novella o quelle del Chiostro dei Morti di Santo Spirito, gli interventi a Palazzo vecchio o sulle molte statue che abbelliscono e contestualizzano le piazze cittadine, come quelle a Bettino Ricasoli e Ubaldino Peruzzi in piazza Indipendenza, o ancora quella di Manfredo Fanti in piazza San Marco.

Per tutti gli interventi, quindi, i limiti di bilancio impongono al Comune di attivarsi per intercettare l’interesse degli investitori privati e racimolare le risorse utili per far risplendere le bellezze della città.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies