Le sigle oggi riunite al cantiere di via Mariti, in occasione del secondo anniversario della tragedia

"Gli annunci del governo non portano risultati, infortuni e morti sono in crescita anche qui. Per la sicurezza servono controlli veri, formazione seria, regole stringenti sugli appalti e tempi certi nei processi. La vita delle persone non è un costo d'impresa".
A dirlo sono Bernardo Marasco e Giulia Bartoli, rispettivamente segretari a Firenze di Cgil e Fillea-Cgil, presenti oggi in via Mariti alla cerimonia di commemorazione per le cinque vittime del crollo nel cantiere Esselunga.    

Per il sindacato, inoltre, "serve una procura nazionale del lavoro e il gratuito patrocinio per le vittime e i loro familiari". Anche perché, a distanza di due anni, i numeri confermano che non c'è stata alcuna svolta.

"L'ultimo dato della della Regione Toscana 2024-2025 dà comunque un aumento del 4% - ricorda Bartoli - Aumentano soprattutto gli infortuni tra lavoratori migranti e questo, ci dà anche da pensare" che la formazione "probabilmente non funziona". La Cgil è poi critica la patente a crediti: "Non ha garantito una vera qualificazione delle imprese: i requisiti sono autocertificati e le patenti rilasciate risultano molte meno di quelle stimate. Nel frattempo si assottigliano i controlli: il decreto semplificazioni prevede l'obbligo di preavviso di 10 giorni per le ispezioni e limita i controlli successivi in caso di esito positivo".
Infine, dicono ancora dalla Cgil, "serviva vietare i subappalti a cascata e qualificare davvero imprese e lavoro, ma nulla è stato fatto".   

Anche per Leonardo Mugnaini, Uil Firenze, "la patente a crediti non sta dando i risultati sperati e a nostro avviso servirebbe anche una procura speciale su questo tema", oltre a "stanziare fondi per i controlli", destinati a tutti gli enti preposti.   

Prima della cerimonia ufficiale, deposizione di un mazzo di fiori davanti al cantiere, da parte di Pensionati uniti, sigla che raccoglie anche numerosi ex sindacalisti di base. "Siamo qui per ricordare cinque vittime, vittime del profitto, di appalti e subappalti", dice Stefano Cecchi, ricordando che in Italia "nel 2025 sono morti 1093 lavoratori sui luoghi di lavoro".
"Abbiamo bisogno di ispettori di lavoro che facciano veramente il loro lavoro e che non telefonino prima di andare a fare un sopralluogo".
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