Testa al Jagiellonia, con vista Pisa

La vittoria del Lecce col Cagliari (in Sardegna, dove i rossoblu avevano perso solo 1 gara delle ultime 6, seconda vittoria esterna di tutta la stagione dei salentini, l’altra era arrivata proprio con la Fiorentina, secondo successo di fila dei giallorossi dopo quello rimediato allo scadere con l’Udinese), va a complicare ancora di più la rincorsa salvezza della Fiorentina.
 
Attenzione: tutto dipenderà dai viola. Il gap con l’ultima posizione utile per rimanere in Serie A è di tre punti, ma adesso le concorrenti sono tre. E, tra l’altro, una è a breve sul cammino dei viola, la Cremonese. Il destino è nelle mani della Fiorentina. Forse non tutto, ma già la prossima giornata potrebbe riaccendere tanti spiragli di speranza. Al Franchi arriva il Pisa, mentre il Lecce sfida l’Inter, la Cremonese ha la Roma all’Olimpico e il Genoa affronta il Torino. Se vincessero i rossoblu di De Rossi, a quel punto anche i granata rientrerebbero in lotta per la salvezza. Se tutto va come deve andare, già al termine della prossima giornata di campionato la Fiorentina potrebbe vedere un po’ più di luce in fondo al tunnel. Ovviamente deve battere il Pisa. Se, invece, la squadra di Vanoli non riuscisse a battere nemmeno i nerazzurri, allora sarebbe quasi giusto e meritato andare in Serie B.
 
Quanto sopra giusto per ricordare il peso specifico della partita di lunedì. Non solo perché è un Fiorentina-Pisa, quanto perché in ballo c’è tanto delle speranze salvezza. Ecco perché, giovedì, in Polonia, sarebbe davvero il caso di ridurre al minimo ogni rischio. Chi è fondamentale per la gara col Pisa andrebbe tenuto a riposo. Qualcuno più di altri, come Parisi, Kean, Fagioli, ma anche Dodo e uno tra Pongracic / Comuzzo / Ranieri. Poi c’è da gestire il rientro di Gudmundsson e chi si sta mettendo in mostra come Solomon, oltre a Harrison.
 
Ribaltando il concetto, quella coi polacchi del Jagiellonia potrebbe essere una delle ultime occasioni per chi sta trovando meno spazio. Val bene anche ricordare che, se la Fiorentina si troverà questo giovedì a giocare a meno 5/6/8 gradi lo deve a se stessa, o meglio a tutti coloro che quest’occasione l’hanno sprecata. Tanto che quasi nessuno è rimasto a Firenze, finendo altrove. Basti pensare che a Losanna la Fiorentina giocò con 8 calciatori che oggi sono stati ceduti, tra cui Martinelli e Pablo Marì, Viti, Dzeko e Kouame oltre a tutto il centrocampo che era composto da Sohm, Richardson e Nicolussi Caviglia. I superstiti, al netto delle situazioni dei fuori lista, cioè Rugani e Brescianini rimasti fuori per norme Uefa, ci sono una schiera di giocatori a cui, giovedì, è richiesto lo sforzo di non far rimpiangere gli altri e di tenere aperto il discorso qualificazione.
 
La lista è abbastanza lunga. Fortini, ad esempio, dopo l’ottimo impatto d’inizio stagione è andato via a scomparire dopo aver messo a referto partite deludenti ed errori. Poi c’è Piccoli, che a parte qualche lampo qua e là ha spesso deluso. Quindi c’è Fabbian, che dopo essere stato gettato nella mischia subito da Vanoli è finito dietro nelle gerarchie della mediana viola. Così come servirà una mano da Ndour, uno che sembrava intoccabile per il tecnico viola, che però è stato panchinato nel momento in cui Vanoli ha trovato la quadra in mezzo al campo con Fagioli, Brescianini e Mandragora. Quest’ultimo potrebbe tornare utile in Polonia, visto che col Pisa non ci sarà. Anche Gosens è ad oggi un’alternativa. Non certo per valore tecnico o umano, quanto perché alle prese con continui problemi fisici che lo hanno costretto a rincorrere. Poi ci sarebbe quel Fazzini che, ah già, c’è anche Fazzini. Ecco, appunto. Ora c’è bisogno di tutti, di qualcuno più di altri. Il concetto è chiaro: testa al Jagiellonia, ma con vista Pisa.

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