CNA Firenze Metropolitana non nasconde le proprie critiche alla bozza del nuovo regolamento comunale sugli Ncc che Palazzo Vecchio si prepara a varare e rileva che il provvedimento colpisce gli operatori regolari, senza incidere sul fenomeno dell’abusivismo e con il rischio concreto di penalizzare l’immagine stessa di Firenze.
Il giudizio arriva dopo la presentazione di una bozza preliminare da parte di Palazzo Vecchio. Un testo che, per CNA, mette in fila una serie di criticità operative, economiche e giuridiche tutt’altro che marginali.
Emblematico è il capitolo sull’autocertificazione preventiva per l’ingresso in Ztl, richiesta agli Ncc in possesso di autorizzazioni rilasciate fuori dai Comuni della Città Metropolitana di Firenze. Un adempimento che si somma al foglio di servizio già previsto dalla normativa nazionale.
«È un aggravio burocratico inutile che non rafforza i controlli ma complica l’attività quotidiana delle imprese, peraltro in una fase in cui la normativa sul foglio di servizio è in evoluzione» spiega Marco Carraresi, presidente degli Ncc di CNA Firenze.
Il punto che più divide riguarda i tempi. La bozza fissa un massimo di trenta minuti per la fermata, un parametro uniforme e valido per tutti.
«Trenta minuti non sono un parametro tecnico, sembrano piuttosto un numero scelto a tavolino da chi non conosce il funzionamento reale del servizio – prosegue Carraresi –. Un trasferimento in un hotel del centro, con bagagli e check-in, richiede tempi che non dipendono dall’autista. Con queste regole ogni servizio regolare rischia di trasformarsi in una potenziale infrazione, oltre a costringere i veicoli a uscire e rientrare continuamente dalla Ztl per non sforare i limiti, aumentando traffico e circolazione invece di ridurli. Una contraddizione evidente rispetto agli obiettivi dichiarati».
Pollice verso anche per il contributo economico per l’accesso alla Ztl applicato, ancora una volta, ai soli Ncc con autorizzazione rilasciata fuori dai Comuni della Città Metropolitana di Firenze. Una misura che non trova riscontro in altre città e che introduce una distinzione fondata esclusivamente sull’origine territoriale della licenza, invece che su criteri oggettivi legati all’impatto reale del servizio. Il risultato è un aggravio dei costi per alcune imprese e una disparità tra operatori che svolgono lo stesso lavoro nello stesso territorio, colpendo anche realtà regolarmente iscritte alla Camera di Commercio di Firenze, con sede in uno dei Comuni della Città Metropolitana ma con autorizzazione rilasciata in un altro Comune. Imprese che fanno parte a pieno titolo del sistema economico fiorentino e che, pur nella ferma contrarietà di CNA all’introduzione del contributo, dovrebbero quantomeno esserne escluse, indipendentemente dal Comune che ha rilasciato l’autorizzazione. Ma soprattutto si rischia di creare un precedente pericoloso per l’intero settore: se questo principio venisse replicato in altri contesti urbani, i costi di accesso si moltiplicherebbero, incidendo in modo strutturale sulla sostenibilità economica delle imprese Ncc.
A completare il quadro c’è il sistema sanzionatorio. Le sanzioni previste, sia economiche sia interdittive, risultano sproporzionate rispetto alle violazioni ipotizzate e applicabili anche in situazioni non dipendenti dalla volontà dell’operatore.
«È un’impostazione punitiva che crea incertezza e scoraggia chi lavora correttamente – osserva Carraresi –. Sul fronte dell’abusivismo, invece, il regolamento non interviene: gli irregolari non saranno certo fermati da nuove autocertificazioni o da limiti temporali. Così si finisce per concentrare i controlli su chi è già tracciabile e in regola, mentre il fenomeno dell’abusivismo resta sostanzialmente intatto».
E non è tutto. La bozza ignora anche una proposta che CNA sollecita da tempo proprio per ridurre la circolazione inutile nel centro storico: l’individuazione di aree di attesa dedicate agli Ncc in prossimità degli accessi alla Ztl. Una misura di buon senso che andrebbe nella direzione dichiarata dal Comune, ma che nel testo attuale non trova spazio. In merito CNA ha già predisposto una proposta per Palazzo Vecchio con l’indicazione delle zone idonee per localizzarle.
«L’obiettivo non può essere comprimere l’attività, ma governarla con razionalità, riconoscendone la funzione pubblica e il contributo alla mobilità, al turismo e all’economia cittadina – conclude Carraresi –. Le regole servono, ma devono funzionare. E per funzionare devono nascere dal confronto con chi il settore lo rappresenta e lo vive ogni giorno».
Il giudizio arriva dopo la presentazione di una bozza preliminare da parte di Palazzo Vecchio. Un testo che, per CNA, mette in fila una serie di criticità operative, economiche e giuridiche tutt’altro che marginali.
Emblematico è il capitolo sull’autocertificazione preventiva per l’ingresso in Ztl, richiesta agli Ncc in possesso di autorizzazioni rilasciate fuori dai Comuni della Città Metropolitana di Firenze. Un adempimento che si somma al foglio di servizio già previsto dalla normativa nazionale.
«È un aggravio burocratico inutile che non rafforza i controlli ma complica l’attività quotidiana delle imprese, peraltro in una fase in cui la normativa sul foglio di servizio è in evoluzione» spiega Marco Carraresi, presidente degli Ncc di CNA Firenze.
Il punto che più divide riguarda i tempi. La bozza fissa un massimo di trenta minuti per la fermata, un parametro uniforme e valido per tutti.
«Trenta minuti non sono un parametro tecnico, sembrano piuttosto un numero scelto a tavolino da chi non conosce il funzionamento reale del servizio – prosegue Carraresi –. Un trasferimento in un hotel del centro, con bagagli e check-in, richiede tempi che non dipendono dall’autista. Con queste regole ogni servizio regolare rischia di trasformarsi in una potenziale infrazione, oltre a costringere i veicoli a uscire e rientrare continuamente dalla Ztl per non sforare i limiti, aumentando traffico e circolazione invece di ridurli. Una contraddizione evidente rispetto agli obiettivi dichiarati».
Pollice verso anche per il contributo economico per l’accesso alla Ztl applicato, ancora una volta, ai soli Ncc con autorizzazione rilasciata fuori dai Comuni della Città Metropolitana di Firenze. Una misura che non trova riscontro in altre città e che introduce una distinzione fondata esclusivamente sull’origine territoriale della licenza, invece che su criteri oggettivi legati all’impatto reale del servizio. Il risultato è un aggravio dei costi per alcune imprese e una disparità tra operatori che svolgono lo stesso lavoro nello stesso territorio, colpendo anche realtà regolarmente iscritte alla Camera di Commercio di Firenze, con sede in uno dei Comuni della Città Metropolitana ma con autorizzazione rilasciata in un altro Comune. Imprese che fanno parte a pieno titolo del sistema economico fiorentino e che, pur nella ferma contrarietà di CNA all’introduzione del contributo, dovrebbero quantomeno esserne escluse, indipendentemente dal Comune che ha rilasciato l’autorizzazione. Ma soprattutto si rischia di creare un precedente pericoloso per l’intero settore: se questo principio venisse replicato in altri contesti urbani, i costi di accesso si moltiplicherebbero, incidendo in modo strutturale sulla sostenibilità economica delle imprese Ncc.
A completare il quadro c’è il sistema sanzionatorio. Le sanzioni previste, sia economiche sia interdittive, risultano sproporzionate rispetto alle violazioni ipotizzate e applicabili anche in situazioni non dipendenti dalla volontà dell’operatore.
«È un’impostazione punitiva che crea incertezza e scoraggia chi lavora correttamente – osserva Carraresi –. Sul fronte dell’abusivismo, invece, il regolamento non interviene: gli irregolari non saranno certo fermati da nuove autocertificazioni o da limiti temporali. Così si finisce per concentrare i controlli su chi è già tracciabile e in regola, mentre il fenomeno dell’abusivismo resta sostanzialmente intatto».
E non è tutto. La bozza ignora anche una proposta che CNA sollecita da tempo proprio per ridurre la circolazione inutile nel centro storico: l’individuazione di aree di attesa dedicate agli Ncc in prossimità degli accessi alla Ztl. Una misura di buon senso che andrebbe nella direzione dichiarata dal Comune, ma che nel testo attuale non trova spazio. In merito CNA ha già predisposto una proposta per Palazzo Vecchio con l’indicazione delle zone idonee per localizzarle.
«L’obiettivo non può essere comprimere l’attività, ma governarla con razionalità, riconoscendone la funzione pubblica e il contributo alla mobilità, al turismo e all’economia cittadina – conclude Carraresi –. Le regole servono, ma devono funzionare. E per funzionare devono nascere dal confronto con chi il settore lo rappresenta e lo vive ogni giorno».
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