Ben 140 milioni di finanziamenti all'Università di Firenze per 56 progetti Pnrr a cui l'ateneo ha partecipato, con 1.357 ricercatrici e ricercatori. E numeri in crescita per quanto riguarda gli iscritti, oltre 54.000 (quasi 5.000 stranieri), +10,8% in cinque anni, per un'offerta di 148 corsi di laurea. Sono alcuni dei dati evidenziati dalla rettrice Alessandra Petrucci in occasione dell'inaugurazione dell'Anno accademico, al Teatro del Maggio. "Mi sembrava giusto mostrare in una cerimonia pubblica questi risultati che sono veramente strepitosi, importantissimi", ha detto la rettrice, parlando a margine con i giornalisti.
Grazie ai progetti Pnrr, l'Ateneo è stato impegnato nella ricerca applicata a temi di frontiera secondo un nuovo modello di collaborazione con enti di ricerca e imprese. Numerosi gli ambiti, dalla difesa dai rischi naturali alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, dalla progettazione di computer quantistici all'impiego dell'intelligenza artificiale. Il tema della salute è stato il fulcro dei due grandi progetti coordinati dall'Ateneo: il partenariato Age-It, che ha portato alla costituzione di un polo scientifico per la ricerca sull'invecchiamento, e il Tuscany Health Ecosystem (The), rete di eccellenza regionale nel campo delle scienze di vita.
"La vera sfida dei prossimi anni - ha poi spiegato Petrucci nella sua relazione - sarà quella di consolidare quanto il Pnrr ha reso possibile: rafforzare in modo stabile la ricerca interdisciplinare, rendere continua l'innovazione didattica, fortificare il dialogo con il sistema produttivo e con la società", "nell'ottica della sostenibilità e della difesa ambientale, con un impegno globale che unisca, tutti insieme, gli sforzi della comunità accademica".
La rettrice ha inoltre sottolineato la crescita della popolazione studentesca: "Siamo in una situazione di denatalità e di una contingenza complessa per quanto riguarda i giovani, di conseguenza questo piccolo incremento comunque ci fa molto piacere".
Grazie ai progetti Pnrr, l'Ateneo è stato impegnato nella ricerca applicata a temi di frontiera secondo un nuovo modello di collaborazione con enti di ricerca e imprese. Numerosi gli ambiti, dalla difesa dai rischi naturali alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, dalla progettazione di computer quantistici all'impiego dell'intelligenza artificiale. Il tema della salute è stato il fulcro dei due grandi progetti coordinati dall'Ateneo: il partenariato Age-It, che ha portato alla costituzione di un polo scientifico per la ricerca sull'invecchiamento, e il Tuscany Health Ecosystem (The), rete di eccellenza regionale nel campo delle scienze di vita.
"La vera sfida dei prossimi anni - ha poi spiegato Petrucci nella sua relazione - sarà quella di consolidare quanto il Pnrr ha reso possibile: rafforzare in modo stabile la ricerca interdisciplinare, rendere continua l'innovazione didattica, fortificare il dialogo con il sistema produttivo e con la società", "nell'ottica della sostenibilità e della difesa ambientale, con un impegno globale che unisca, tutti insieme, gli sforzi della comunità accademica".
La rettrice ha inoltre sottolineato la crescita della popolazione studentesca: "Siamo in una situazione di denatalità e di una contingenza complessa per quanto riguarda i giovani, di conseguenza questo piccolo incremento comunque ci fa molto piacere".
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