I titolari di B&B, affittacamere e case vacanza devono cambiare la destinazione d’uso degli immobili secondo la nuova legge regionale sul turismo, pena la cessazione dell’attività

A Firenze sono 1.900 le strutture ricettive del centro storico che rischiano lo stop entro luglio se non adegueranno la destinazione d’uso degli immobili alla nuova legge regionale sul turismo. Affittacamere, B&B, case vacanza e residenze d’epoca, spesso ancora registrati come “civile abitazione”, dovranno passare a una categoria urbanistica coerente con l’attività ricettiva, pena la cessazione dell’attività.

La situazione è particolarmente complessa nell’area Unesco, dove dal 2019 sono vietati nuovi insediamenti turistici. Intanto le opposizioni chiedono al Comune una variante urbanistica per consentire il cambio di destinazione, mentre i titolari segnalano l’assenza di strumenti operativi per presentare le domande e si stanno muovendo con una Pec agli uffici e tramite legali per tutelarsi.

Come riportato su La Nazione, la questione è ora all’attenzione di Anci e Regione, chiamate a individuare una soluzione rapida per evitare ricadute su imprese, lavoratori e sull’intero comparto turistico toscano.
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