Secondo quanto riportato da La Nazione, il 70% delle scolaresche in visita a Firenze sceglie di non pernottare in città, preferendo destinazioni come Montecatini, Prato o Pistoia, dove i costi sono mediamente inferiori fino al 40%. Federconsumatori Toscana denuncia che “Il rincaro medio delle gite, pari al 5% nell’ultimo anno, con un costo medio di circa 424 euro, sta portando quasi un ragazzo su due a rinunciare alla partenza per motivi economici”, e sollecita misure come l’esenzione della tassa di soggiorno per le scuole e accordi con strutture ricettive per tariffe calmierate, per evitare una forma di esclusione culturale.
Il fenomeno del turismo “mordi e fuggi” porta le scolaresche a concentrarsi in visite giornaliere senza pernottamento, riducendo la permanenza e la fruizione serale della città. Gli albergatori fiorentini, come Francesco Bechi di Federalberghi e Monica Rocchini di Assohotel, evidenziano però che “Dormire fuori città comporta trasferimenti quotidiani che incidono su tempi e spese” e che chi pernotta a Firenze vive un’esperienza più completa. Viene anche suggerita l’opportunità di valorizzare strutture come gli student hotel per accogliere meglio le scuole, conciliando costi e logistica.
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