“Il settore degli affitti brevi è entrato in una fase di maturazione: sta cambiando pelle, fatta di standard, responsabilità e selezione naturale del mercato”.
A dirlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartments Florence, che interviene sul dibattito nazionale dopo le recenti strette normative.
“Negli ultimi anni, in alcune città – spiega Fagnoni - le locazioni brevi sono state indicate come la causa principale dell’emergenza abitativa e del sovraffollamento turistico. Questo ha portato a interventi normativi spesso frammentati, talvolta sproporzionati, costruiti più sull’onda del dibattito politico che su un’analisi strutturale del mercato”.
“È innegabile che in certi contesti si sia scelta la strada della contrapposizione, individuando negli affitti brevi il capro espiatorio di problemi molto più complessi – prosegue il presidente -, ma l’equilibrio regolatorio non si costruisce con misure simboliche o con norme pensate per dare un segnale”.
“Allo stesso tempo – sottolinea Fagnoni -, il settore riconosce una propria responsabilità interna. Il boom degli anni passati ha favorito l’ingresso di operatori improvvisati, privi di struttura, competenze normative e consapevolezza gestionale. Questa fase ha alimentato tensioni nei territori e ha contribuito a un’immagine distorta del comparto. Oggi però il contesto è cambiato”.
“L’introduzione del Codice Identificativo Nazionale – osserva il presidente -, l’aumento degli obblighi di tracciabilità fiscale, i controlli su sicurezza e adempimenti stanno producendo una selezione naturale. La gestione di un immobile in locazione breve richiede competenze, processi, coperture assicurative, tecnologia e responsabilità continuativa”.
“Non è più un’attività che si improvvisa – continua Fagnoni -. È un modello che sta diventando industriale, Resteranno sul mercato soprattutto realtà strutturate, capaci di garantire qualità, trasparenza e rispetto delle regole”,
Per questo motivo, l’associazione chiede un doppio salto di qualità.
“Alla politica – afferma il presidente - meno approccio emergenziale e più visione di sistema, con regole chiare, proporzionate e uniformi a livello nazionale. Al settore maggiore professionalizzazione, standard condivisi, codici di condotta e formazione continua. Se vogliamo essere riconosciuti come parte strutturale dell’economia turistica e immobiliare italiana, dobbiamo comportarci da professionisti. La maturità del settore passa anche da qui”.
“La stagione dello scontro ideologico – conclude Fagnoni - può lasciare spazio a una fase più equilibrata. Il mercato non tornerà indietro. Ma il suo futuro dipenderà dalla capacità di coniugare responsabilità imprenditoriale e regolazione intelligente”.
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