L’assessore Bettarini rassicura sul welfare e sugli accantonamenti, mentre il capogruppo Palagi segnala possibili problemi di liquidità, incertezze sui biglietti e abbonamenti e l’uso eccessivo di contratti a tempo determinato

"La Fondazione" del Maggio "presenta al momento un equilibrio economico finanziario stabile, per quanto occorra tenere conto dell'evoluzione in corso circa il ripristino delle metodologie di assegnazione dei contributi ministeriali, il famoso Fnsv (Fondo nazionale spettacoli dal vivo), che dopo anni di stabilizzazione post-Covid ritorna a essere incerto, con il rischio di compromettere il suddetto equilibrio": Lo ha detto l'assessore alla cultura Giovanni Bettarini rispondendo a un question time di Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra progetto Comune.

"Inoltre - ha aggiunto Bettarini - gli accantonamenti a bilancio per il rinnovo contrattuale sono stati sufficienti anche ad erogare al personale sostegni in termini di welfare aziendale"; mentre "la trattativa per il il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro è attualmente in una fase di stallo e non consente l'adozione di contratti decentrati per espresso divieto della Corte dei Conti".

"Nonostante il tentativo dell'assessore Bettarini di rassicurarci - replica Palagi - la situazione del Maggio Musicale continua ad apparirci potenzialmente critica. Gli equilibri di bilancio rimangono stabili ci ha detto, ma in un quadro in cui c'è 'rischio di erosione della liquidità' e 'resta critica il peso dei ricavi per biglietti e abbonamenti', come recita un documento della Direzione del Comune di Firenze che si occupa di partecipate e controllate. Non solo, il Fnsv torna a essere incerto nei suoi finanziamenti e questo determinerebbe una inevitabile crisi. Le trattative per i contratti sono in stallo". "Ed è evidente - sottolinea - quanto si continuino a usare figure a tempo determinato per coprire ruoli previsti in organico. Questo si configura come un eccesso di precariato, che allontana competenze dopo esperienze di 36 mesi". Per il capogruppo di Spc "occorre capacità di visione e programmazione. Per noi rimane una domanda: le produzioni programmate e i necessari rinnovi contrattuali hanno adeguata copertura economica? Non vorremmo che allo scoppio di eventuali problemi si tornasse allo spettacolo per cui il centrosinistra scarica le colpe sulle destre nazionali e viceversa". 
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