Il turismo, in Toscana, incentiva la riqualificazione energetica degli edifici, ma lo fa come driver aggiuntivo inserito in un quadro dominato da reddito, prezzi immobiliari e qualità del patrimonio. E' quanto afferma uno studio dell'Irpet, secondo cui nei comuni con più turisti si registra un numero più elevato di Ape (Attestato di prestazione energetica) legati a ristrutturazioni importanti o riqualificazioni energetiche, rapportato alla popolazione residente.
Le presenze turistiche alberghiere per abitante, secondo Irpet, risultano positivamente associate alla variabile che misura gli interventi di efficientamento, indicando che i territori più attrattivi tendono ad avere un patrimonio abitativo energeticamente più performante. Un ruolo ancora più diretto è esercitato dai posti letto nelle strutture extralberghiere: nei contesti di forte competizione sul mercato degli affitti turistici, i proprietari risultano più propensi a investire in interventi che migliorano comfort, costi di gestione e classe energetica degli immobili, per accrescerne il valore e la capacità di generare reddito.
"Dal punto di vista delle politiche pubbliche, le evidenze emerse suggeriscono alcune implicazioni rilevanti", secondo i ricercatori, che suggeriscono l'adozione di "strumenti regolativi e incentivanti mirati, ad esempio standard energetici minimi per le locazioni turistiche o programmi dedicati alla riqualificazione degli edifici destinati all'extralberghiero", nell'ambito di "politiche differenziate, capaci di tenere conto dei vincoli specifici delle aree storiche e dei territori meno dinamici".
Le presenze turistiche alberghiere per abitante, secondo Irpet, risultano positivamente associate alla variabile che misura gli interventi di efficientamento, indicando che i territori più attrattivi tendono ad avere un patrimonio abitativo energeticamente più performante. Un ruolo ancora più diretto è esercitato dai posti letto nelle strutture extralberghiere: nei contesti di forte competizione sul mercato degli affitti turistici, i proprietari risultano più propensi a investire in interventi che migliorano comfort, costi di gestione e classe energetica degli immobili, per accrescerne il valore e la capacità di generare reddito.
"Dal punto di vista delle politiche pubbliche, le evidenze emerse suggeriscono alcune implicazioni rilevanti", secondo i ricercatori, che suggeriscono l'adozione di "strumenti regolativi e incentivanti mirati, ad esempio standard energetici minimi per le locazioni turistiche o programmi dedicati alla riqualificazione degli edifici destinati all'extralberghiero", nell'ambito di "politiche differenziate, capaci di tenere conto dei vincoli specifici delle aree storiche e dei territori meno dinamici".
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