Mobilitazione di Sudd Cobas e Usb Firenze ieri davanti a Palazzo Strozzi Sacrati

La richiesta di aprire un tavolo di crisi in Regione Toscana per l'assunzione dei precari storici dei musei fiorentini e il lancio di una nuova iniziativa di protesta dei lavoratori precari in appalto con Coopculture, in programma domenica 1 marzo, nel piazzale degli Uffizi, a Firenze. E' quanto annunciato da Sudd Cobas e Usb Firenze durante un presidio davanti la sede della Regione Toscana.
    
Mario Carluccio (Usb Firenze) ha spiegato che "siamo qui per chiedere l'apertura di un tavolo di crisi per la riassunzione dei precari storici, decine di persone, che sono coloro che hanno lavorato, qualcuno addirittura per 15 anni, con contratti a termine e all'ultimo cambio d'appalto, a ottobre, si sono visti lasciare a casa".

Carluccio ha poi aggiunto che anche "i lavoratori che sono passati a CoopCulture si sono visti privati dei diritti fondamentali: sono tutti i lavoratori part-time, hanno un orario frazionato, con turni di 10 ore al giorno. Questo è un metodo per non pagare gli straordinari".

Si tratta di lavoratori che si occupano di sorveglianza e biglietteria nei musei fiorentini, tra cui le Gallerie degli Uffizi. "Gli Uffizi - continua Carluccio - dicono che non dipende da loro, che la gestione è della cooperativa subentrante. E' come se volessero assolversi da ogni responsabilità. Noi invece crediamo che gli Uffizi, ma anche il ministero della Cultura siano assolutamente responsabili, perché la committenza è responsabile".

Sarah Caudiero, (Sudd Cobas) ha spiegato che "la direzione nazionale Musei regionali ha aperto alla reintegrazione dei precari storici, ma per ora sono solo promesse. La discussione è stata rimandata all'unità di crisi della Regione Toscana che però ancora oggi tace. Chiediamo l'immediata apertura del tavolo che attendiamo già da un mese". Per questo è in programma anche una nuova mobilitazione. "Questa domenica saremo di nuovo davanti agli Uffizi: saremo di nuovo tutti insieme fuori agli Uffizi con i lavoratori precari e i lavoratori di Coop Culture per pretendere una soluzione urgente a questo problema".
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