Una delle più significative testimonianze iconografiche del mondo dei confinati durante la Seconda guerra mondiale

Appena entrata all’Istituto storico toscano della Resistenza, la presidente del Consiglio regionale della Toscana Stefania Saccardi è stata accolta da un simbolo della storia resistenziale, il vassoio di Ventotene, esposto su un tavolo: una delle più significative testimonianze iconografiche del mondo dei confinati durante la Seconda guerra mondiale, realizzata da Ernesto Rossi nel 1940 durante il confino sull’isola, oggi conservata nei locali di via Carducci a Firenze; ricevuta dal presidente Vannino Chiti, dal direttore Matteo Mazzoni, dai vicepresidenti Valeria Galimi e Andrea Morandi e dal personale dell’Istituto, Saccardi ha poi visitato archivi, libri e documenti custoditi dal 1953, un vasto patrimonio che racconta i valori del Comitato toscano di liberazione nazionale, arricchito da fondi di enti e figure dell’antifascismo e affiancato da una biblioteca specializzata a supporto di ricerca e didattica.

«Luoghi come questo – ha dichiarato – non sono soltanto custodi della memoria, ma presìdi vivi di democrazia: qui si conserva la storia della nostra libertà e si rafforzano gli anticorpi culturali contro indifferenza e revisionismo, perché la Resistenza non è un capitolo chiuso nei libri, ma la radice della nostra Costituzione e del nostro vivere civile».
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