Dopo nove trimestri consecutivi di contrazione, l'industria manifatturiera fiorentina archivia il secondo semestre 2025 con un'inversione di tendenza, ma le prospettive per il 2026 restano improntate alla prudenza. Secondo i dati forniti dalla Camera di commercio di Firenze nel terzo e quarto trimestre dello scorso anno la produzione è cresciuta rispettivamente del 6,2% e del 4,7%, mentre il fatturato ha registrato aumenti ancora più marcati (+8,5% e +13%). ; Il rimbalzo è sostenuto in larga parte dal cosiddetto 'effetto frontloading' verso gli Stati Uniti, ossia l'anticipazione di acquisti per evitare i rincari futuri dei dazi, e dal +96% del comparto farmaceutico. Depurati i dati dalla farmaceutica, lo scenario appare più fragile: per il primo trimestre 2026 le stime indicano una produzione in calo dell'1,5% e un fatturato che, al netto del farmaceutico, scivolerebbe a -1,8%. Il sistema moda mostra invece un forte recupero nella seconda parte del 2025, trainato dall'export verso gli Usa e dalla ricostituzione delle scorte: produzione in crescita a doppia cifra per tessile-abbigliamento e pelletteria, seguita però da un nuovo arretramento atteso a inizio 2026 (produzione a -3,3% per l'abbigliamento e -3,7% per la pelletteria).
Sul fronte del lavoro, l'occupazione manifatturiera cresce nel secondo semestre (+2% e +1,4%), con un rallentamento atteso a inizio 2026 (+0,7%), mentre si allentano le pressioni sui prezzi lungo le catene di fornitura. L'indice del clima di fiducia, salito a 83,4 punti nel secondo semestre 2025, è previsto in attenuazione a 79,1 nel primo semestre 2026, riflettendo la percezione di una ripresa solo parzialmente transitoria e i dubbi sulla tenuta della domanda interna e degli ordinativi, stimati in flessione del 2,3% nei primi tre mesi dell'anno.
Sul fronte del lavoro, l'occupazione manifatturiera cresce nel secondo semestre (+2% e +1,4%), con un rallentamento atteso a inizio 2026 (+0,7%), mentre si allentano le pressioni sui prezzi lungo le catene di fornitura. L'indice del clima di fiducia, salito a 83,4 punti nel secondo semestre 2025, è previsto in attenuazione a 79,1 nel primo semestre 2026, riflettendo la percezione di una ripresa solo parzialmente transitoria e i dubbi sulla tenuta della domanda interna e degli ordinativi, stimati in flessione del 2,3% nei primi tre mesi dell'anno.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies













