Il 14 maggio per rassegna O flos colende. Con ricostruzione musicale Cantico di Frate Sole

Un concerto per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi con, per la prima volta, una ricostruzione musicale del Cantico di Frate Sole basata su una nuova interpretazione delle sue fonti più antiche. E' tra gli appuntamenti della nuova edizione, la 29ma, della rassegna di musica sacra O flos Colende nella Cattedrale di Firenze.
    
Promossa e organizzata dall'Opera di Santa Maria del Fiore con la direzione artistica di Gabriele Giacomelli, si spiega in una nota, la rassegna dal 2018 si apre con un ciclo di riflessioni bibliche nelle quali la lettura dei testi viene affiancata all'esecuzione di brani musicali. Quest'anno il tema scelto è la pace, tra antico e nuovo testamento, con il titolo Pax vobis (Pace a voi). A condurre le riflessioni saranno Maria Diletta Rigoli della Facoltà teologica dell'Italia centrale con la partecipazione dell'arcivescovo di Firenze Gherardo Gambell. Ad accompagnare le riflessioni bibliche saranno i gruppi musicali e i cori: The Pilgrims Gospel Choir (12 marzo), Tuscae Voces (17 marzo), Cappella musicale della Basilica di San Lorenzo a Firenze (27 marzo) e Cappella musicale della Cattedrale di S. Maria del Fiore (9 aprile).

    
O Flos Colende si concluderà con il concerto del 14 maggio per gli 800 anni dalla morte di San Francesco dal titolo: Giullari di Dio. Alle origini della lauda italiana, eseguito dall'Ensemble Micrologus. Il programma, creato con la consulenza scientifica di Francesco Zimei, direttore del progetto di ricerca europeo Erc Advanced "Laudare", presenta per la prima volta una ricostruzione musicale del Cantico di Frate Sole basata su una nuova interpretazione delle sue fonti più antiche, insieme a una selezione di laude recentemente riscoperte, databili tutte tra la fine del XII e la prima metà del XIII secolo. L'arcivescovo Gambelli sottolinea che "il tema che guiderà le riflessioni biblico-musicali sarà la pace, approfondita attraverso testi dell'Antico e del Nuovo Testamento. La scelta dei brani musicali dimostra un profondo legame con la Cattedrale: vengono infatti recuperati importanti componimenti dei secoli passati custoditi nell'Archivio dell'Opera del Duomo per farli sapientemente dialogare con opere moderne e contemporanee".
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