Gli effetti negativi sull’economia della guerra in Iran cominciano già a farsi sentire

Il 2025 si era chiuso con previsioni timidamente ottimiste, ma l’esplosione della guerra in Iran ha stravolto, in negativo, ogni prospettiva economica.

Nel 2026, scrive stamani La Nazione citando l’analisi di Federconsumatori, la situazione dei conti di famiglie e imprese rischia di aggravarsi, con un aumento complessivo e totale delle spese che rischia di superare quota milleduecento euro.

A pesare di più saranno energia e carburanti: la chiusura dello stretto di Hormuz sta già avendo ripercussioni sia sul prezzo del petrolio che su quello del gas naturale.

E se a rincarare sono i carburanti, è chiaro che, a cascata, i prezzi dei beni e delle materie subiscono a loro volta un aumento.

Per quanto riguarda gli alimenti, si attendono rincari sia per la carne che per la pasta e il pane, alimenti fondamentali e tendenzialmente irrinunciabili, il cui costo sulle tasche delle famiglie arriverà ad aumentare fino a sfiorare i quattrocento euro, se la situazione dovesse mantenersi incerta com’è adesso.

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