Soddisfazione dell'Associazione familiari e vittime della strage dei Georgofili

L'Associazione familiari e vittime della Strage dei Georgofili esprime "gioia e commozione" per l'intitolazione del nuovo ponte in costruzione sull'Arno a Firenze alle sorelle Nadia, 9 anni, e Caterina Nencioni, appena 50 giorni, uccise nell'esplosione dell'autobomba messa dalla mafia il 27 maggio 1993. Morirono insieme ai genitori Fabrizio Nencioni, vigile urbano, e la mamma Angela Fiume. Vittima anche lo studente Dario Capolicchio. L'ordigno fece anche numerosi feriti e ingenti danni materiali, anche al patrimonio culturale e artistico custodito agli Uffizi.
       
La decisione, afferma l'associazione dei familiari, "è ancora più significativa perché adottata dall'Amministrazione Comunale di Firenze a seguito del risultato di un sondaggio popolare ampiamente partecipato", "legare un'importante opera pubblica al nome delle più giovani vittime della strage costituisce anche riconoscimento dell'impegno dell'Associazione, in questi 33 anni, per legare indissolubilmente la memoria della strage alla storia della città".

      
"Sappiamo che un grosso sostegno alla candidatura è venuto spontaneamente dalle classi nelle scuole dove l'Associazione è presente con le proprie testimonianze sulla memoria e sulla legalità", si legge ancora nel testo dove l'associazione esprime legame "anche agli altri personaggi proposti nel sondaggio: la partigiana Gilda Larocca testimone del martirio di Radio Cora e della Resistenza, la scienziata Rita Levi Montalcini che perseguitata dal regime fascista per le origine ebraiche, visse in clandestinità a Firenze negli anni 1943-1944, e Tina Anselmi, presidente della commissione sulla P2 che contribuì con il proprio coraggio e integrità a svelare le trame oscure e criminali che stanno dietro gli attentati della strategia della tensione, che sicuramente agirono anche nel biennio '92-'93".

        
"Da questo significativo riconoscimento - conclude - scaturisce un rinnovato impegno a raggiungere la piena verità sulla strage e per svelare le trame che concorsero con la mafia per attentare alle nostre libertà democratiche, confidando nell'esito delle inchieste ancora pendenti presso la Procura della Repubblica di Firenze, che riteniamo debbano approdare al rinvio a giudizio degli indagati, per accertare in dibattimento i fatti e le responsabilità". 

"Identificare quella infrastruttura con le sorelle Nencioni è per me un fatto straordinario" ha commentato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies