Un grande striscione con scritto "Basta vite precarie" posto davanti all'ingresso di Palazzo Pitti a Firenze è stato mostrato dai lavoratori dei musei fiorentini che hanno partecipato al corteo per lo sciopero globale transfemminista, partito stamattina da piazza Santissima Annunziata e finito proprio in piazza Pitti.
Alla manifestazione, organizzata dagli studenti fiorentini per l'8 marzo, hanno partecipato anche Sudd Cobas e Usb Firenze, in mobilitazione al fianco dei lavoratori storici dei musei di Firenze che a ottobre hanno perso il lavoro con il cambio appalto per i servizi di sorveglianza e biglietteria.
"Siamo davanti a Palazzo Pitti e ai Giardini di Boboli per chiedere un posto di lavoro, con contratti stabili e a tempo indeterminato - ha detto Francesca Ciuffi, sindacalista Sudd Cobas - Ci sono persone che hanno lavorato nei servizi museali per 10-15 anni con contratti precari e poi sono state lasciate a casa dal cambio appalto. Persone che sono rimaste invisibili ma invece oggi non siamo invisibili perché è iniziata la nostra mobilitazione, oggi è la quarta giornata".
Mario Carluccio della sigla di base Usb ha spiegato che "Usb ha indetto per oggi uno sciopero nazionale che facciamo tutti gli anni a favore di una categoria molto sfruttata che è quella delle donne: in Italia circa il 41% delle donne è dimissionaria perché non riesce a conciliare i tempi familiari e del lavoro". Inoltre, ha aggiunto Carluccio, "siamo a Palazzo Pitti per rilanciare una vertenza importante che è quella dei musei dove la maggior parte sono lavoratrici donne e vivono in condizioni di forte disagio con turni addirittura di dieci ore al giorno".
Alla manifestazione, organizzata dagli studenti fiorentini per l'8 marzo, hanno partecipato anche Sudd Cobas e Usb Firenze, in mobilitazione al fianco dei lavoratori storici dei musei di Firenze che a ottobre hanno perso il lavoro con il cambio appalto per i servizi di sorveglianza e biglietteria.
"Siamo davanti a Palazzo Pitti e ai Giardini di Boboli per chiedere un posto di lavoro, con contratti stabili e a tempo indeterminato - ha detto Francesca Ciuffi, sindacalista Sudd Cobas - Ci sono persone che hanno lavorato nei servizi museali per 10-15 anni con contratti precari e poi sono state lasciate a casa dal cambio appalto. Persone che sono rimaste invisibili ma invece oggi non siamo invisibili perché è iniziata la nostra mobilitazione, oggi è la quarta giornata".
Mario Carluccio della sigla di base Usb ha spiegato che "Usb ha indetto per oggi uno sciopero nazionale che facciamo tutti gli anni a favore di una categoria molto sfruttata che è quella delle donne: in Italia circa il 41% delle donne è dimissionaria perché non riesce a conciliare i tempi familiari e del lavoro". Inoltre, ha aggiunto Carluccio, "siamo a Palazzo Pitti per rilanciare una vertenza importante che è quella dei musei dove la maggior parte sono lavoratrici donne e vivono in condizioni di forte disagio con turni addirittura di dieci ore al giorno".
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