AGGIORNATA - Marcella Amadio (Fdi), dopo aver notato con "delusione" l'assenza della Giunta in Consiglio regionale, ha ribadito la necessità di avere un monitoraggio costante della situazione, guardando in particolare alla valorizzazione del nostro brand, "il Made in Tuscany, conosciuto in tutto il mondo, anche in termini di sostenibilità sociale ed ambientale". Di "pazienza politica" nella costruzione di una risoluzione che ha unito forze di maggioranza e minoranza ha parlato Matteo Biffoni (Pd), per affermare che una crisi sistemica si affronta unendo i vari livelli istituzionali, Governo e Regione, ma anche sovranazionali; basti pensare al costo dell'energia.
"Consenso e apprezzamento per il lavoro serio ed approfondito" è arrivato da Francesco Casini (Cr), mentre Federico Eligi (Cr) ha invitato a "partire dalla risoluzione per andare oltre". Per Diego Petrucci (Fdi) "non ci possiamo nascondere dietro un'alea di buonismo, ma occorre anche fare un passaggio su ciò che la Regione non ha fatto in questi anni, a partire dalla leva urbanistica per nuovi insediamenti industriali, come in tema di formazione e di lotta alla concorrenza sleale". La capogruppo Fdi, Chiara La Porta, ha ricordato il lavoro del Governo sugli ammortizzatori sociali, usati lo scorso anno "solo per il 3%", mentre Marco Stella (Fi), che pur annunciando il voto favorevole, ha parlato di una "risoluzione che non convince, come non convince la stessa Giunta regionale che non è presente in aula: occorre fare molto di più, occorre un piano strategico sul sistema moda".
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
La giunta toscana dovrà attivarsi nei confronti del Governo per sollecitare interventi a sostegno del comparto moda; rafforzare le azioni già messe in campo ed elaborare un documento da condividere con le parti sociali per illustrare la strategia di rilancio del settore. Lo prevede una proposta di risoluzione approvata all'unanimità dal Consiglio regionale della Toscana.
Il testo è stato illustrato dalla presidente della commissione sviluppo economico Brenda Barnini (Pd). "Per affrontare la crisi del settore dobbiamo partire da un elemento di verità sulla situazione in cui ci troviamo - ha detto - Solo nel 2025, secondo i dati Irpet, si sono persi circa 3.800 posti di lavoro, mentre oltre 8 mila lavoratori hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali. La crisi della moda in Toscana dura ormai da oltre 22 mesi e continua a produrre effetti pesanti sul sistema produttivo e sull'occupazione. Parliamo di un comparto che rappresenta circa il 5% del Pil regionale e coinvolge il 40% dell'occupazione manifatturiera, con oltre 110 mila lavoratori impiegati lungo l'intera filiera".
L'atto chiede, tra le altre cose, di riattivare il tavolo regionale della moda, di favorire l'accesso al credito, di puntare su formazione, innovazione e su interventi mirati alle filiere produttive.
"Al Governo - ha detto Barnini - chiediamo di rifinanziare gli ammortizzatori sociali per contenere l'emorragia occupazionale, di attivare strumenti capaci di sostenere la liquidità delle imprese della filiera, soprattutto delle realtà più piccole e fragili nei rapporti di committenza, e di definire una politica industriale nazionale di medio e lungo periodo per il sistema moda, coerente con le specificità dei distretti produttivi".
Per il consigliere Pd, Antonio Mazzeo l'approvazione dell'atto "rappresenta un segnale di vicinanza agli imprenditori e ai lavoratori che, da anni, stanno affrontando una crisi profonda e, al tempo stesso, la richiesta di un impegno concreto da parte del governo a sostegno di queste realtà fondamentali per la Toscana e l'intero Paese".
"Consenso e apprezzamento per il lavoro serio ed approfondito" è arrivato da Francesco Casini (Cr), mentre Federico Eligi (Cr) ha invitato a "partire dalla risoluzione per andare oltre". Per Diego Petrucci (Fdi) "non ci possiamo nascondere dietro un'alea di buonismo, ma occorre anche fare un passaggio su ciò che la Regione non ha fatto in questi anni, a partire dalla leva urbanistica per nuovi insediamenti industriali, come in tema di formazione e di lotta alla concorrenza sleale". La capogruppo Fdi, Chiara La Porta, ha ricordato il lavoro del Governo sugli ammortizzatori sociali, usati lo scorso anno "solo per il 3%", mentre Marco Stella (Fi), che pur annunciando il voto favorevole, ha parlato di una "risoluzione che non convince, come non convince la stessa Giunta regionale che non è presente in aula: occorre fare molto di più, occorre un piano strategico sul sistema moda".
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
La giunta toscana dovrà attivarsi nei confronti del Governo per sollecitare interventi a sostegno del comparto moda; rafforzare le azioni già messe in campo ed elaborare un documento da condividere con le parti sociali per illustrare la strategia di rilancio del settore. Lo prevede una proposta di risoluzione approvata all'unanimità dal Consiglio regionale della Toscana.
Il testo è stato illustrato dalla presidente della commissione sviluppo economico Brenda Barnini (Pd). "Per affrontare la crisi del settore dobbiamo partire da un elemento di verità sulla situazione in cui ci troviamo - ha detto - Solo nel 2025, secondo i dati Irpet, si sono persi circa 3.800 posti di lavoro, mentre oltre 8 mila lavoratori hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali. La crisi della moda in Toscana dura ormai da oltre 22 mesi e continua a produrre effetti pesanti sul sistema produttivo e sull'occupazione. Parliamo di un comparto che rappresenta circa il 5% del Pil regionale e coinvolge il 40% dell'occupazione manifatturiera, con oltre 110 mila lavoratori impiegati lungo l'intera filiera".
L'atto chiede, tra le altre cose, di riattivare il tavolo regionale della moda, di favorire l'accesso al credito, di puntare su formazione, innovazione e su interventi mirati alle filiere produttive.
"Al Governo - ha detto Barnini - chiediamo di rifinanziare gli ammortizzatori sociali per contenere l'emorragia occupazionale, di attivare strumenti capaci di sostenere la liquidità delle imprese della filiera, soprattutto delle realtà più piccole e fragili nei rapporti di committenza, e di definire una politica industriale nazionale di medio e lungo periodo per il sistema moda, coerente con le specificità dei distretti produttivi".
Per il consigliere Pd, Antonio Mazzeo l'approvazione dell'atto "rappresenta un segnale di vicinanza agli imprenditori e ai lavoratori che, da anni, stanno affrontando una crisi profonda e, al tempo stesso, la richiesta di un impegno concreto da parte del governo a sostegno di queste realtà fondamentali per la Toscana e l'intero Paese".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














