Il Parco dell'Arcipelago Toscano ha firmato il rinnovo della convenzione scientifica con il Dipartimento di Biologia dell'Università di Firenze per proseguire e rafforzare il programma di monitoraggio della vegetazione. Si tratta di uno studio quinquennale (2026-2030) a Capraia, Giglio, Giannutri e Montecristo "per approfondire la conoscenza degli ecosistemi vegetali e supportare la gestione della biodiversità".
Obiettivo, "analizzare l'evoluzione della vegetazione e lo stato di conservazione degli habitat di interesse comunitario, valutare gli impatti delle specie faunistiche sulla vegetazione e verificare l'efficacia degli interventi di ripristino ambientale già realizzati, garantendo al tempo stesso la continuità delle serie di dati raccolte negli anni precedenti".
La nuova collaborazione scientifica si concentrerà su quattro isole principali - Capraia, Giglio, Giannutri e Montecristo - con attività specifiche mirate. A Capraia il progetto prevede il supporto scientifico alla gestione del vivaio di specie vegetali di interesse conservazionistico e il monitoraggio dell'impatto del muflone sulla vegetazione arborea e arbustiva. Al Giglio le attività riguarderanno il monitoraggio della vegetazione dopo l'eradicazione del muflone, lo studio della riconversione delle pinete artificiali in boschi di leccio, la ricolonizzazione da parte del Carpobrotus e la semina di ghiande per la rinnovazione forestale. A Giannutri proseguirà la gestione di specie aliene, con rimozione della specie invasiva Kalanchoë ž houghtonii, e il monitoraggio del restauro della vegetazione nativa. A Montecristo, verifica dell'attecchimento delle piantumazioni di leccio e controllo dell'eventuale ricaccio dell'ailanto, oltre al monitoraggio continuo dell'impatto delle capre sulla vegetazione. Sono previste sessioni di formazione a carabinieri forestali e guide.
"La collaborazione col Dipartimento di Biologia è importante investimento nella conoscenza scientifica del territorio - sottolinea il commissario straordinario del Parco Matteo Arcenni - Il monitoraggio della vegetazione è fondamentale per comprendere l'evoluzione degli ecosistemi e per orientare in modo più efficace le azioni di conservazione e gestione della biodiversità".
Obiettivo, "analizzare l'evoluzione della vegetazione e lo stato di conservazione degli habitat di interesse comunitario, valutare gli impatti delle specie faunistiche sulla vegetazione e verificare l'efficacia degli interventi di ripristino ambientale già realizzati, garantendo al tempo stesso la continuità delle serie di dati raccolte negli anni precedenti".
La nuova collaborazione scientifica si concentrerà su quattro isole principali - Capraia, Giglio, Giannutri e Montecristo - con attività specifiche mirate. A Capraia il progetto prevede il supporto scientifico alla gestione del vivaio di specie vegetali di interesse conservazionistico e il monitoraggio dell'impatto del muflone sulla vegetazione arborea e arbustiva. Al Giglio le attività riguarderanno il monitoraggio della vegetazione dopo l'eradicazione del muflone, lo studio della riconversione delle pinete artificiali in boschi di leccio, la ricolonizzazione da parte del Carpobrotus e la semina di ghiande per la rinnovazione forestale. A Giannutri proseguirà la gestione di specie aliene, con rimozione della specie invasiva Kalanchoë ž houghtonii, e il monitoraggio del restauro della vegetazione nativa. A Montecristo, verifica dell'attecchimento delle piantumazioni di leccio e controllo dell'eventuale ricaccio dell'ailanto, oltre al monitoraggio continuo dell'impatto delle capre sulla vegetazione. Sono previste sessioni di formazione a carabinieri forestali e guide.
"La collaborazione col Dipartimento di Biologia è importante investimento nella conoscenza scientifica del territorio - sottolinea il commissario straordinario del Parco Matteo Arcenni - Il monitoraggio della vegetazione è fondamentale per comprendere l'evoluzione degli ecosistemi e per orientare in modo più efficace le azioni di conservazione e gestione della biodiversità".
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