Il Teatro del Maggio Musicale fiorentino sarà intitolato a Vittorio Gui, fondatore nel 1928 dell'Orchestra del Maggio e successivamente, nel 1933, del Festival. La delibera, su proposta dell'assessora alla toponomastica di Palazzo Vecchio Caterina Biti, è stata approvata dalla giunta comunale.
"Lo avevamo annunciato, accogliendo con convinzione l'autorevole appello del maestro Riccardo Muti lo scorso dicembre e oggi diamo seguito a quell'impegno con una delibera: il Teatro del Maggio Musicale porterà finalmente il nome del maestro Vittorio Gui - commenta la sindaca Sara Funaro -. Non si tratta di un semplice atto dovuto ma del coronamento di un legame indissolubile. Vittorio Gui è stato il cuore pulsante della Firenze musicale del Novecento". Gui, aggiunge, "non è stato solo un direttore d'orchestra di straordinario talento ma un vero protagonista dello scenario culturale del nostro Paese, capace di trasformare Firenze in una capitale della musica. Intitolare a lui il Teatro significa onorare come merita una figura imprescindibile, che ha lasciato un segno profondo nell'identità e nella storia della nostra città".
"Attraverso la toponomastica cittadina abbiamo la grande opportunità di ricordare in modo concreto e tangibile figure importanti per la nostra città e far sì che il loro lascito possa restare anche per le nuove generazioni, trasformando i luoghi pubblici in un vero e proprio 'archivio' della memoria", spiega Biti.
"Lo avevamo annunciato, accogliendo con convinzione l'autorevole appello del maestro Riccardo Muti lo scorso dicembre e oggi diamo seguito a quell'impegno con una delibera: il Teatro del Maggio Musicale porterà finalmente il nome del maestro Vittorio Gui - commenta la sindaca Sara Funaro -. Non si tratta di un semplice atto dovuto ma del coronamento di un legame indissolubile. Vittorio Gui è stato il cuore pulsante della Firenze musicale del Novecento". Gui, aggiunge, "non è stato solo un direttore d'orchestra di straordinario talento ma un vero protagonista dello scenario culturale del nostro Paese, capace di trasformare Firenze in una capitale della musica. Intitolare a lui il Teatro significa onorare come merita una figura imprescindibile, che ha lasciato un segno profondo nell'identità e nella storia della nostra città".
"Attraverso la toponomastica cittadina abbiamo la grande opportunità di ricordare in modo concreto e tangibile figure importanti per la nostra città e far sì che il loro lascito possa restare anche per le nuove generazioni, trasformando i luoghi pubblici in un vero e proprio 'archivio' della memoria", spiega Biti.
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