Un gol spettacolare accende una serata grigia e rilancia le speranze della Fiorentina

Una serata europea allo Stadio Artemio Franchi sembrava destinata a scorrere senza emozioni. Con appena 7.800 spettatori sugli spalti e un’atmosfera quasi rassegnata, la partita appariva come una formalità più importante per gli ospiti che per la Fiorentina. Il clima a Campo di Marte era quello di uno stadio semi-deserto e di una squadra che sembrava già aver accettato l’idea di un’eliminazione europea.

Poi, però, la partita cambia all’improvviso. Alla mezz’ora della ripresa, il ventunenne Cher Ndour raccoglie un pallone sporco e lo colpisce al volo con un destro di controbalzo potentissimo, spedendolo all’incrocio dei pali. Un gesto tecnico di grande difficoltà e straordinaria bellezza che illumina la serata e riporta la Fiorentina in corsa per i quarti di Conference League, trasformando per un attimo il grigiore della partita in un momento memorabile.

Quel gol non basta però a cancellare le incertezze della stagione viola. Ndour resta un centrocampista ancora in costruzione, con qualità diffuse ma senza una specialità dominante. Tuttavia, con quattro gol stagionali e la fiducia crescente dell’allenatore Paolo Vanoli, il giovane classe 2004 sta iniziando a mandare segnali importanti. Il suo destro contro il Rakow non è solo una prodezza: è anche un indizio di crescita e forse il primo passo verso un ruolo più centrale nella Fiorentina.

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