nche a Firenze avanza la desertificazione commerciale, seppur con un’intensità inferiore rispetto ad altre città toscane. I dati dell’Osservatorio Confcommercio sulla demografia d’impresa mostrano che tra il 2012 e il 2025 i negozi al dettaglio sono diminuiti in modo significativo, mentre sono aumentate le attività legate al turismo e alla ristorazione, segnando una trasformazione dell’economia urbana.
Nel centro storico gli esercizi commerciali sono passati da 1.753 nel 2012 a 1.626 nel 2019 fino a 1.460 nel 2025. Nelle altre zone della città la riduzione è stata ancora più evidente, con le attività scese da 3.256 a 2.566 nello stesso periodo.
A soffrire maggiormente sono i settori tradizionali del commercio di vicinato: i negozi di alimentari e bevande nel centro storico passano da 188 a 128, le edicole da 51 a 30 e le librerie e negozi di giocattoli da 86 a 51. In calo anche l’abbigliamento e le calzature, scesi da 470 a 403 attività.
Parallelamente cresce il comparto legato all’ospitalità e al consumo fuori casa. Nel centro storico alberghi, bar e ristoranti passano da 1.200 attività nel 2012 a circa 1.520 nel 2025, con un forte aumento dei ristoranti (da 400 a 573) e delle strutture ricettive extra alberghiere come affittacamere e B&B, salite da 177 a 409.
Il fenomeno si inserisce in una tendenza regionale e nazionale: tra i principali comuni toscani i cali più marcati si registrano a Massa, Livorno e Pistoia. Firenze mostra una diminuzione più contenuta (-21,9%) e si colloca al 98° posto nella graduatoria nazionale. Secondo Confcommercio, per contrastare il fenomeno è necessario rafforzare le politiche di rigenerazione urbana, sostenere il commercio di prossimità e recuperare i locali sfitti con nuovi utilizzi.
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