Per l'occasione un concerto dedicato alle vittime della repressione e del conflitto in Iran

Un concerto sinfonico dedicato alle vittime della repressione e del conflitto in Iran e una mostra fotografica, dal titolo 'La Donna in divenire', con circa 40 scatti dell'artista iraniana Mojgan Razzaghi. E' dedicata all'Iran la nuova stagione musicale della Filharmonie - Orchestra Filarmonica di Firenze, diretta dal maestro di origini iraniane Nima Keshavarzi.
    
L'orchestra celebra i 10 anni dalla fondazione avviando una nuova direzione artistica della giovane pianista Costanza Principe e presentando una nuova stagione musicale con la rassegna Risonanze, al via il 21 marzo, in coincidenza con il capodanno persiano. Il concerto di apertura 'Mahler 1', al Conservatorio Cherubini di Firenze, propone l'Adagio per archi di Samuel Barber e la Sinfonia n. 1 di Gustav Mahler per ricordare le vittime del popolo iraniano.

Il programma di Risonanze 2026 prosegue il 3 maggio a Sesto Fiorentino con Il Carnevale degli Animali, progetto di teatro musicale su testi di Andrea Bruni. La rassegna si chiude il 30 maggio con un concerto solista che vedrà protagonista proprio la nuova direttrice artistica della Filharmonie Costanza Principe.

"Nel 2026 - ha commentato il direttore musicale Nima Keshavarzi - celebriamo con orgoglio i primi dieci anni della Filharmonie e dell'Orchestra Filarmonica di Firenze. In questo decennio abbiamo costruito molto più di una stagione musicale: abbiamo dato vita a una comunità artistica aperta, dinamica e profondamente radicata nel territorio".

Il direttore ha spiegato che "accanto alla stagione sinfonica, cuore dell'attività dell'orchestra, continueremo a sviluppare rassegne cameristiche come Musei in Musica, che portano la musica nei luoghi della cultura, e il festival Filarmonia alla Certosa di Firenze, ormai appuntamento atteso dell'estate". Parlando infine dell'Iran, Keshavarzi ha detto che "vogliamo essere vicini attraverso la nostra arte, la nostra musica, a milioni di persone che oggi non hanno la possibilità nemmeno di vivere una quotidianità sicura e normale".
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