Come spiega stamani La Nazione raccogliendo gli umori e le testimonianze della categoria, il turismo pasquale a Firenze rischia di risentire in maniera importante delle conseguenze negative dello scoppio della guerra in Iran, con molte disdette in arrivo e già avvenute.
In città, infatti, il periodo pasquale, che segna un po’ l’inizio dell’alta stagione turistica, con l’arrivo del bel tempo e di temperature più miti e gradevoli, è un momento importantissimo per gli affari degli albergatori, ma con l’esplosione della guerra in Medio Oriente il rischio che il numero di turisti e viaggiatori in arrivo soprattutto da paesi extraeuropei diminuisca sensibilmente è ormai più che concreto: secondo le stime citate dal quotidiano, si parla di una contrazione di presenze intorno al trenta per cento.
Numeri che testimoniano una certa cautela nel turismo internazionale e che mettono paura al settore alberghiero e turistico di una città come Firenze, spiccatamente protesa all’accoglienza dei viaggiatori.
Fra le associazioni di categoria – Confcommercio, Confartigianato, Cna Turismo, Federalberghi, Confesercenti - la preoccupazione serpeggia, anche se in molti ritengono che le prenotazioni last-minute e il turismo interno nazionale possano rappresentare almeno una parziale compensazione alla diminuzione degli arrivi dall’estero.Condividi
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