Per la prima volta i brand committenti intervengono direttamente, chiudendo casi di sfruttamento e caporalato nella filiera della moda

Le aziende committenti validano l'accordo sul futuro dei lavoratori della stireria L'Alba di Montemurlo. Lo fa sapere il sindacato Sudd Cobas che parla di "precedente storico" e di "193 giorni di lotta e presidio permanente". "Per la prima volta - si spiega in una nota - un caso di sfruttamento e caporalato nella moda viene risolto attraverso l'intervento diretto dei brand committenti. L'accordo assicura lavoro e diritti agli operai L'Alba, e allo stesso tempo scongiura il rischio che quelle stesse commesse - nelle giunge di appalti e subappalti - si ritrovino ad essere lavorate in nuove situazioni di sfruttamento".

Il sindacato parla anche di "una rivoluzione in un settore dove gli appalti e i subappalti hanno finora fatto in modo che troppi lavoratori venissero prima spremuti e poi buttati. Prato da oggi non è più solo la città simbolo dello sfruttamento nelle filiera della moda, ma anche la città che dalle lotte dei lavoratori ha saputo inventare soluzioni innovative e concrete ad problema che non è solo pratese ma coinvolge le filiera della moda in tutto il paese e in tutto il mondo". "Il tavolo di filiera aperto presso la Provincia di Prato è presediuto dal presidente Calamai è stato la prova che c'è una sinergia possibile tra lotte sindacali e istituzioni quando la politica sa da che parte stare", si conclude dal Sudd Cobas.
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