"Nel 2025 si è raggiunto il massimo incasso di pubblico da biglietteria nella storia del Maggio da quando c'è l'euro. La risposta del pubblico concreta arriva con la biglietteria. Non è stato aumentato di un euro il sistema dei prezzi: abbiamo raggiunto nel 2025 quasi 5 milioni di euro di biglietti venduti, nel 2024 questo valore era di 3,5 milioni e nel 2023 era di 3,2 milioni. Solo nell'ultimo anno c'è stato un aumento del 39%". Lo ha dichiarato il soprintendente della Fondazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino Carlo Fuortes, intervenendo alla commissione controllo di Palazzo Vecchio.
"Gli spettatori sono stati 139.142 contro i 104.948 dell'anno prima, quindi l'aumento è stato del 32% - ha aggiunto -. La percentuale è inferiore perché sono diminuiti gli omaggi e gli sconti. Adesso il prezzo medio del biglietto è di 36 euro, poi il costo dei biglietti unitari è rimasto uguale. Abbiamo cercato di proporre produzioni di alto profilo culturale, con una riconoscibilità nel panorama nazionale e internazionale".
"Nel 2025 chiuderemo il bilancio con un leggero utile, come deve essere - ha spiegato Fuortes -. Il bilancio previsionale è confermato, anzi abbiamo aumentato i ricavi propri. C'è un pareggio delle spese, siamo riusciti anche a dare al personale un premio sul welfare sia per il 2025 sia per il 2026". Sulla composizione del pubblico che compra i biglietti "stiamo facendo un lavoro sulla formazione del pubblico, lo presenteremo con l'università".
Fuortes si è espresso anche sulla possibilità di avere un corpo di ballo: "Con la situazione attuale di budget non possiamo permetterci di tenere un corpo di ballo - ha detto - un teatro deve fare programmazione di grande qualità ma sostenibile dal punto di vista economico. È troppo facile fare produzioni di qualità e andare a sforare coi costi. Altra cosa è programmare un balletto: cerchiamo di inserire il balletto però si tratta di balletti che non comportano la creazione di un corpo di ballo".
"Gli spettatori sono stati 139.142 contro i 104.948 dell'anno prima, quindi l'aumento è stato del 32% - ha aggiunto -. La percentuale è inferiore perché sono diminuiti gli omaggi e gli sconti. Adesso il prezzo medio del biglietto è di 36 euro, poi il costo dei biglietti unitari è rimasto uguale. Abbiamo cercato di proporre produzioni di alto profilo culturale, con una riconoscibilità nel panorama nazionale e internazionale".
"Nel 2025 chiuderemo il bilancio con un leggero utile, come deve essere - ha spiegato Fuortes -. Il bilancio previsionale è confermato, anzi abbiamo aumentato i ricavi propri. C'è un pareggio delle spese, siamo riusciti anche a dare al personale un premio sul welfare sia per il 2025 sia per il 2026". Sulla composizione del pubblico che compra i biglietti "stiamo facendo un lavoro sulla formazione del pubblico, lo presenteremo con l'università".
Fuortes si è espresso anche sulla possibilità di avere un corpo di ballo: "Con la situazione attuale di budget non possiamo permetterci di tenere un corpo di ballo - ha detto - un teatro deve fare programmazione di grande qualità ma sostenibile dal punto di vista economico. È troppo facile fare produzioni di qualità e andare a sforare coi costi. Altra cosa è programmare un balletto: cerchiamo di inserire il balletto però si tratta di balletti che non comportano la creazione di un corpo di ballo".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies












