"Per le guerre che sono in corso oggi muoiono troppi bambini in ogni parte del mondo e non ce ne rendiamo abbastanza conto. E perché vengono uccisi? Perché sono il futuro e uccidendo i bambini quindi si uccide il futuro. Anch'io ero una bambina quando sono stata qui, forse anche per questo sono particolarmente preoccupata per quello che sta succedendo ai più piccoli in tutto il mondo". Lo ha detto Tatiana Bucci, sopravvissuta alla Shoah insieme alla sorella Andra, in occasione della visita al campo di sterminio di Birkenau degli studenti toscani che partecipano al Treno della Memoria.
"Quando sono arrivata a Birkenau avevo poco più di 6 anni, non mi rendevo conto di quello che stavo vivendo - ha ricordato Tatiana -. E adesso vorrei che le cose cambiassero e che potessimo finalmente vivere in pace. È questo quello che vorrei. E credo che accettare il diverso ci aiuterebbe molto".
Andra Bucci si è rivolta ai ragazzi affermando: "Siete tutti miei nipoti. Sono proprio i ragazzi, con la loro curiosità, che mi spingono a tornare qui quasi ogni anno - ha poi spiegato -. Ho sempre pensato da quando abbiamo cominciato nel 2004/2005 a dare le testimonianze che fosse giusto ricordare proprio perché il mondo doveva capire di non rifare gli stessi errori. Anche se in questo ultimo momento a volte sento che la nostra fatica è stata vana, perché di guerre ce ne sono tantissime, di bambini ne muoiono tantissimi, e sembra proprio ci sia un'indifferenza totale del mondo. Ma è proprio per questo che è giusto continuare a parlare, a raccontare, e far sì che i giovani possano ancora ascoltare".
"Quando sono arrivata a Birkenau avevo poco più di 6 anni, non mi rendevo conto di quello che stavo vivendo - ha ricordato Tatiana -. E adesso vorrei che le cose cambiassero e che potessimo finalmente vivere in pace. È questo quello che vorrei. E credo che accettare il diverso ci aiuterebbe molto".
Andra Bucci si è rivolta ai ragazzi affermando: "Siete tutti miei nipoti. Sono proprio i ragazzi, con la loro curiosità, che mi spingono a tornare qui quasi ogni anno - ha poi spiegato -. Ho sempre pensato da quando abbiamo cominciato nel 2004/2005 a dare le testimonianze che fosse giusto ricordare proprio perché il mondo doveva capire di non rifare gli stessi errori. Anche se in questo ultimo momento a volte sento che la nostra fatica è stata vana, perché di guerre ce ne sono tantissime, di bambini ne muoiono tantissimi, e sembra proprio ci sia un'indifferenza totale del mondo. Ma è proprio per questo che è giusto continuare a parlare, a raccontare, e far sì che i giovani possano ancora ascoltare".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














