Giani: “Ci aiutano a leggere meglio il territorio, dobbiamo valorizzarle”

Quasi 400 Pro loco in tutta la Toscana, a fronte di 273 Comuni. Oggi nella sede della Regione è stata illustrata la legge regionale 54 del 2025, entrata in vigore il primo gennaio nata con l'obiettivo di sostenere in modo strutturato l'impegno quotidiano di queste realtà che attraverso eventi, manifestazioni e iniziative culturali rendono vivi i territori e ne rafforzano l'attrattività, anche dal punto di vista turistico.
    
Un provvedimento, spiega il presidente Eugenio Giani, con cui "abbiamo voluto istituzionalizzare le Pro loco, realtà di volontariato che ci aiutano a leggere anche meglio il territorio diffuso della Toscana, perché noi abbiamo 273 Comuni, ma spesso sono stati il frutto della fusione di realtà che conservano la forte identità", sentimento fotografato al meglio "proprio dalle Pro Loco".

    
La Toscana ha stanziato un fondo di 350 mila euro per il 2026 e altrettanti per il 2027, "ma spero progressivamente di poterlo aumentare", aggiunge Giani. Inoltre, ricorda il presidente, "istituiamo un registro cosicché le Pro loco potranno svolgere anche servizi pubblici affidati dai rispettivi Comuni", oltre "a sviluppare progetti mirati su ambiti territoriali omogenei, che la Regione potrà sostenere".

    
Le modalità operative sono state definite con una delibera varata il 16 marzo. Le domande di iscrizione possono essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma regionale, le richieste inviate entro il 24 maggio consentiranno l'iscrizione per l'annualità in corso e la partecipazione ai bandi regionali 2026, mentre quelle presentate successivamente saranno valide per il 2027, l'iscrizione rappresenta inoltre un requisito indispensabile per accedere ai contributi. A completare il quadro anche un Osservatorio regionale, con funzioni di monitoraggio e coordinamento, che garantirà un confronto costante con le realtà associative.

    
Per l'assessora alla cultura Cristina Manetti, "la costituzione di un registro e il censimento vanno nella direzione della Toscana diffusa, perché si tratta di realtà che operano nel territorio, fortemente radicate e che ci aiutano anche a portare avanti tante iniziative in maniera davvero diffusa e capillare".
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