Dalla prossima settimana un finale di stagione in apnea

La Fiorentina vista nelle ultime gare e il Kean visto con l’Italia hanno riacceso non solo la speranza, ma anche il sogno. Nel primo caso, va da sé, parliamo del raggiungimento della salvezza, nel secondo della vittoria della Conference.

Piano coi voli pindarici, meglio tenere i piedi per terra. Sì, tutto vero, giusto e sacrosanto. Ma la prestazione fornita con l’Inter certifica che questa Fiorentina non parte già battuta col Crystal Palace, anzi. Gli inglesi hanno eliminato a fatica i bosniaci dello Zrijnski e i ciprioti dell’AEK Larnaka. Può succedere, insomma. Lipsia è ancora lontana, l’ostacolo britannico c’è ed è arduo, così come non sarebbero delle passeggiate di salute gli incroci con Az o Shakthar in semifinale e poi con chi che sia in Finale, Strasburgo e/o Rayo Vallecano su tutti. Ma la speranza c’è. Meno illusione, più fiducia.

Sì, la priorità è e deve essere per forza di cose la salvezza, per cui il focus deve essere sul match col Verona al Bentegodi di sabato prossimo. Lì, contro un avversario che è sostanzialmente già retrocesso, che nel nuovo anno ha perso 10 partite su 14 e che in casa è riuscito a non perdere solamente contro il Pisa, con cui ha pareggiato, non è ammesso passo falso. Devono arrivare tre punti, sperando che Bologna e Atalanta facciano altrettanto con Cremonese e Lecce. Ecco, se questo tris di risultati dovesse verificarsi, la Fiorentina potrebbe andare al primo atto dell’incrocio con gli inglesi con un animo decisamente più leggero. Sì, perché verrebbero recuperati minimo altri 2 punti su lombardi e salentini, se non 3 ad entrambi gli avversari, con a quel punto un gap di 4 o 5 punti su entrambe. Senza dimenticare il Cagliari, che di punti ne ha ad oggi uno in più della Fiorentina ma che è in caduta libera, che sfiderà il Sassuolo. Ecco, dicevamo piano coi voli pindarici, sì. Perché se dovesse verificarsi una serie di risultati opposta, cioè con la non vittoria della Fiorentina a Verona, le vittorie di Lecce e Cremonese o di una delle due, la lotta salvezza tornerebbe a fare un po’ di paura. A quel punto potrebbe cambiare anche la valutazione dell’importanza del match di Londra.

Comunque, tra una settimana ne sapremo di più. Il punto, semmai, è un altro: adesso, coi segnali mandati dalla Fiorentina nelle ultime partite, con la crescita di alcuni singoli che erano stati sotto rendimento per mesi e mesi come Gosens, Dodo e Ndour, con le conferme di Parisi e Fagioli, col prossimo rientro di Solomon e il ritorno al meglio di Kean, c’è di che sperare. Ripetiamo, sperare, non di illudersi. Qualche mese fa era impossibile anche solo avere un minimo di fiducia. 

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