Allo studio il piano per saldare i crediti e chiudere il contenzioso, mentre resta aperto il nodo della reindustrializzazione a Campi Bisenzio

Un concordato da 22 milioni di euro per evitare la liquidazione giudiziale e garantire il pagamento dei crediti agli ex operai. È il cuore del piano presentato da Qf spa in liquidazione, la società guidata da Francesco Borgomeo che nel 2021 ha rilevato la ex Gkn di Campi Bisenzio.

L’8 aprile sarà una data chiave: davanti alla giudice Maria Novella Legnaioli il tribunale di Firenze fisserà i termini per le valutazioni dei commissari giudiziali e definirà il calendario per l’eventuale omologazione del piano.

Rispetto alla proposta iniziale da 18 milioni, il nuovo concordato sale a 22 milioni, cifra che si avvicina maggiormente al passivo stimato dai commissari, pari a circa 28 milioni. Il piano prevede il pagamento integrale dei crediti privilegiati, in particolare quelli degli ex lavoratori, per una somma stimata intorno ai 15mila euro per ciascun dipendente.

Tra le voci da saldare entro sei mesi dall’omologazione figurano retribuzioni maturate, Tfr, tredicesime dal 2022 al 2025 e indennità di mancato preavviso per i lavoratori licenziati il 31 marzo 2025. Restano invece da definire alcune poste, come ferie e permessi non goduti o eventuali risarcimenti legati ai ricorsi giudiziari: queste somme vengono considerate “contestate” e saranno liquidate solo dopo sentenze definitive.

Secondo le indiscrezioni, Qf sarebbe comunque disponibile a chiudere rapidamente il contenzioso, proponendo accordi con i lavoratori che prevedano il pagamento anche delle voci incerte entro un mese dall’omologazione, a fronte della rinuncia alle cause legali.

L’obiettivo della società è chiaro: chiudere la vertenza e voltare pagina. Resta però irrisolto il nodo della reindustrializzazione dello stabilimento di Campi Bisenzio, dove i lavoratori continuano a presidiare il sito. Un’ipotesi di rilancio potrebbe arrivare con il sostegno di Idea Group, già coinvolta in altri progetti legati alla produzione di sistemi di ricarica per l’e-mobility.

Una vicenda ancora aperta, tra aspettative dei lavoratori, equilibri finanziari e prospettive industriali tutte da definire.

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