AGGIORNAMENTO - Possono accedere al reddito le persone che, al momento della domanda, sono residenti in Toscana da almeno 3 mesi e hanno domicilio nel territorio regionale, versano in stato di disoccupazione o sono prive di lavoro in corso oppure di tirocinio attivo. Inoltre occorre che non ci siano state dimissioni volontarie negli ultimi 12 mesi (salvo giusta causa).
L'Isee ordinario deve essere inferiore a 15.000 euro e il patrimonio immobiliare (esclusa prima casa) non può superare i 30mila. I richiedenti non devono essere percettori di misure nazionali come l'Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro, e del 'Bonus Lavoro e Inclusione' della Regione Toscana. La corresponsione del beneficio è condizionata al rispetto degli impegni assunti nel Patto di servizio personalizzato. I beneficiari si impegnano a partecipare ad attività di orientamento, formazione, riqualificazione e ad altre iniziative di politica attiva/attivazione; svolgere atti di ricerca attiva di lavoro e aggiornare la propria posizione nelle banche dati regionali; accettare offerte di lavoro congrue secondo la disciplina vigente; comunicare tempestivamente variazioni rilevanti ai fini Isee e della permanenza dei requisiti.
Per i consiglieri regionali M5s Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli "si tratta di un primo passo significativo che ora deve essere consolidato: abbiamo già attivato un tavolo per definire ulteriori strumenti di sostegno e percorsi efficaci di accompagnamento all'occupazione".
Al via dal 2 aprile il reddito regionale di reinserimento lavorativo della Regione Toscana, iniziativa finanziata con 23 milioni di euro, per dare un assegno di 500 euro mensili per nove mesi ai disoccupati con Isee inferiore a 15mila euro che non possono più percepire sussidi di disoccupazione. La domanda potrà essere presentata sul sito della Regione Toscana oppure presso i Centri per l'impiego. La platea potenziale di percettori del reddito regionale è stimata in circa 11mila toscani.
Per Eugenio Giani, presidente della Regione, il reddito rientra nella prospettiva di "una Toscana che guarda agli ultimi, che guarda a coloro che si trovano nelle condizioni di maggiore fragilità e difficoltà", a condizione che "si orientino con una formazione professionale che li renda poi competitivi sul mercato", e "se vediamo il successo della misura" allora si cercheranno "altre risorse nel contesto delle risorse regionali o dei fondi europei, in particolar modo il Fondo sociale europeo".
Il governatore ha osservato che "non avremmo potuto fare un reddito di cittadinanza come può fare lo Stato, possiamo intervenire con leggi che hanno come riferimento la competenza della Regione, e fra esse ci sono le politiche attive del lavoro".
Alberto Lenzi, assessore regionale al lavoro, ha puntualizzato che i 23 milioni di dotazione iniziale "sono residui di gestione, lo ribadisco, non sono fondi legati a politiche attive che non abbiamo utilizzato", e che contro eventuali truffe "ci sono controlli alla fonte che vengono fatti dai nostri uffici".
L'Isee ordinario deve essere inferiore a 15.000 euro e il patrimonio immobiliare (esclusa prima casa) non può superare i 30mila. I richiedenti non devono essere percettori di misure nazionali come l'Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro, e del 'Bonus Lavoro e Inclusione' della Regione Toscana. La corresponsione del beneficio è condizionata al rispetto degli impegni assunti nel Patto di servizio personalizzato. I beneficiari si impegnano a partecipare ad attività di orientamento, formazione, riqualificazione e ad altre iniziative di politica attiva/attivazione; svolgere atti di ricerca attiva di lavoro e aggiornare la propria posizione nelle banche dati regionali; accettare offerte di lavoro congrue secondo la disciplina vigente; comunicare tempestivamente variazioni rilevanti ai fini Isee e della permanenza dei requisiti.
Per i consiglieri regionali M5s Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli "si tratta di un primo passo significativo che ora deve essere consolidato: abbiamo già attivato un tavolo per definire ulteriori strumenti di sostegno e percorsi efficaci di accompagnamento all'occupazione".
Al via dal 2 aprile il reddito regionale di reinserimento lavorativo della Regione Toscana, iniziativa finanziata con 23 milioni di euro, per dare un assegno di 500 euro mensili per nove mesi ai disoccupati con Isee inferiore a 15mila euro che non possono più percepire sussidi di disoccupazione. La domanda potrà essere presentata sul sito della Regione Toscana oppure presso i Centri per l'impiego. La platea potenziale di percettori del reddito regionale è stimata in circa 11mila toscani.
Per Eugenio Giani, presidente della Regione, il reddito rientra nella prospettiva di "una Toscana che guarda agli ultimi, che guarda a coloro che si trovano nelle condizioni di maggiore fragilità e difficoltà", a condizione che "si orientino con una formazione professionale che li renda poi competitivi sul mercato", e "se vediamo il successo della misura" allora si cercheranno "altre risorse nel contesto delle risorse regionali o dei fondi europei, in particolar modo il Fondo sociale europeo".
Il governatore ha osservato che "non avremmo potuto fare un reddito di cittadinanza come può fare lo Stato, possiamo intervenire con leggi che hanno come riferimento la competenza della Regione, e fra esse ci sono le politiche attive del lavoro".
Alberto Lenzi, assessore regionale al lavoro, ha puntualizzato che i 23 milioni di dotazione iniziale "sono residui di gestione, lo ribadisco, non sono fondi legati a politiche attive che non abbiamo utilizzato", e che contro eventuali truffe "ci sono controlli alla fonte che vengono fatti dai nostri uffici".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














