«È importante chiarirlo subito: quella presentata oggi non è la replica toscana del reddito di cittadinanza nazionale, ma una misura profondamente diversa». Così Francesco Casini, capogruppo di Casa Riformista in Consiglio regionale della Regione Toscana, interviene sul nuovo strumento di sostegno al lavoro illustrato in conferenza stampa.
Casini sottolinea come si tratti di un reddito di reinserimento lavorativo basato su un principio chiaro: superare l’assistenzialismo fine a sé stesso e puntare invece su un accompagnamento concreto verso l’occupazione. “L’esperienza del reddito di cittadinanza ha mostrato limiti evidenti, soprattutto quando si è tradotta in un sostegno economico scollegato da reali percorsi di formazione e inserimento”, spiega, evidenziando la differenza sostanziale dell’impostazione attuale, che lega il beneficio a un impegno preciso nella formazione.
La misura, secondo le stime, potrebbe coinvolgere fino a 11mila cittadini toscani, offrendo non solo un aiuto temporaneo ma una reale occasione di rilancio. “Parliamo di una seconda possibilità: utilizzare il tempo della difficoltà per formarsi e rientrare nel mercato del lavoro”, aggiunge Casini, esprimendo apprezzamento per una sperimentazione che mette al centro la dignità del lavoro. Fondamentale, conclude, sarà monitorarne i risultati, ma la direzione è quella giusta: sostenere le persone mentre costruiscono il proprio futuro, senza sostituirsi ad esso.
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