Il 14 agosto 1995 il Monte dei Paschi diventa società per aAzioni e le vicende della banca si dividono da quelle della Fondazione. Da quel giorno inizia a Siena per l'istituto di Rocca Salimbeni una storia diversa, che divide quel che era successo prima da quello che succederà dopo. Il 'prima' della banca più antica del mondo e la storia delle persone che hanno vissuto quei giorni di cambiamento, negli anni che vanno dal 1977 al 1995, lo racconta il giornalista Stefano Bisi nel suo libro 'Facce da Monte' (Betti), presentato a Firenze a palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione, dallo stesso Bisi assieme al presidente della Regione Eugenio Giani e a Giovanni Minnucci, storico del diritto medioevale e moderno, già professore ordinario dell'Università degli studi di Siena.
"Nei miei primi mesi nel ruolo di presidente della Regione, fra l'autunno del 2020 e l'inizio del 2021 e nel momento di difficoltà che il Monte attraversava - ha detto tra l'altro Giiani - assieme al sindaco di Siena e al presidente della Provincia riuscimmo a fare squadra superando le diverse appartenenze politiche e rappresentando a Roberto Gualtieri, allora ministro dell'Economia e delle finanze, ciò che rappresentava la banca per la Toscana e tutti gli svantaggi di una sua eventuale incorporazione con altri istituti di credito. Il suo successore al ministero, Daniele Franco, con molta più accurata dovizia di studio e di analisi arrivò alla conclusione di rinunciare al tentativo di incorporazione. Quanto sia stata giusta quella decisione lo stiamo vedendo oggi con un Monte dei Paschi dotato di potenzialità degne della sua lunga storia".
"Nei miei primi mesi nel ruolo di presidente della Regione, fra l'autunno del 2020 e l'inizio del 2021 e nel momento di difficoltà che il Monte attraversava - ha detto tra l'altro Giiani - assieme al sindaco di Siena e al presidente della Provincia riuscimmo a fare squadra superando le diverse appartenenze politiche e rappresentando a Roberto Gualtieri, allora ministro dell'Economia e delle finanze, ciò che rappresentava la banca per la Toscana e tutti gli svantaggi di una sua eventuale incorporazione con altri istituti di credito. Il suo successore al ministero, Daniele Franco, con molta più accurata dovizia di studio e di analisi arrivò alla conclusione di rinunciare al tentativo di incorporazione. Quanto sia stata giusta quella decisione lo stiamo vedendo oggi con un Monte dei Paschi dotato di potenzialità degne della sua lunga storia".
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