"Sono convinto che tanti problemi che si vivono qui in carcere potrebbero trovare una soluzione, se ci lasciassimo guidare dalla logica del Vangelo. 'Dare la vita per i prigionieri' significa riconoscere la dignità di ogni persona umana, anche di chi ha sbagliato, credendo sempre nella possibilità e nella bellezza di cammini di riscatto. Nessuno è irrecuperabile". Lo ha detto l'arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, proclamando l'omelia della Messa in Coena Domini del Giovedì Santo di Pasqua celebrata nel pomeriggio nel carcere di Sollicciano.
"La vera gioia nasce dall'amore autentico, dal servizio reciproco - ha anche detto Gambelli - Per chi ha commesso un errore, ciò significa accettare di lasciarsi correggere accettando vie di riscatto e di crescita, per chi ha il compito di far applicare la legge di non dimenticare l'importanza di essere egli stesso, essa stessa, un modello esemplare nel rispetto e nell'osservanza dei valori civili". Gambelli si è rifatto anche a passi di Papa Leone che richiamano antichi ordini religiosi che in passato assistevano i prigionieri, talora dando pure la vita al posto loro.
Stamani l'arcivescovo Gambelli ha benedetto gli oli sacri in Cattedrale in occasione della Messa crismale da lui celebrata. "Ogni qual volta noi ascoltiamo la voce di Gesù, non induriamo il nostro cuore", ha detto in un passaggio dell'omelia e "gli oli che benediremo ci ricordano le azioni liturgiche nelle quali Gesù si rende presente e unge noi preti insieme alle persone che affidiamo alla sua misericordia, perché tutti possiamo sentirci guardati con compassione da Lui, buon Samaritano, che si ferma, ci dona il suo tempo, si prende cura di noi e ci risolleva con la sua vicinanza e tenerezza".
Nella stessa omelia Gambelli ha riportato il pensiero di Papa Leone sulla fraternità sacerdotale, quindi parafrasando la parola di Gesù ha detto che "non c'è gioia più grande che dare la vita per i propri amici" e ha concluso citando il finale del racconto di Karen Blixen, 'Il pranzo di Babette', quando le due sorelle scoprono che la loro serva ha speso tutti i diecimila franchi per organizzare una festa per loro, e costernate si sentono rispondere dalla stessa serva: "Io povera tutta la vita? No, non sarò mai povera, ho detto che sono una grande artista. Un grande artista, madame, non è mai povero. Abbiamo qualcosa, madame, di cui gli altri non sanno nulla".
"La vera gioia nasce dall'amore autentico, dal servizio reciproco - ha anche detto Gambelli - Per chi ha commesso un errore, ciò significa accettare di lasciarsi correggere accettando vie di riscatto e di crescita, per chi ha il compito di far applicare la legge di non dimenticare l'importanza di essere egli stesso, essa stessa, un modello esemplare nel rispetto e nell'osservanza dei valori civili". Gambelli si è rifatto anche a passi di Papa Leone che richiamano antichi ordini religiosi che in passato assistevano i prigionieri, talora dando pure la vita al posto loro.
Stamani l'arcivescovo Gambelli ha benedetto gli oli sacri in Cattedrale in occasione della Messa crismale da lui celebrata. "Ogni qual volta noi ascoltiamo la voce di Gesù, non induriamo il nostro cuore", ha detto in un passaggio dell'omelia e "gli oli che benediremo ci ricordano le azioni liturgiche nelle quali Gesù si rende presente e unge noi preti insieme alle persone che affidiamo alla sua misericordia, perché tutti possiamo sentirci guardati con compassione da Lui, buon Samaritano, che si ferma, ci dona il suo tempo, si prende cura di noi e ci risolleva con la sua vicinanza e tenerezza".
Nella stessa omelia Gambelli ha riportato il pensiero di Papa Leone sulla fraternità sacerdotale, quindi parafrasando la parola di Gesù ha detto che "non c'è gioia più grande che dare la vita per i propri amici" e ha concluso citando il finale del racconto di Karen Blixen, 'Il pranzo di Babette', quando le due sorelle scoprono che la loro serva ha speso tutti i diecimila franchi per organizzare una festa per loro, e costernate si sentono rispondere dalla stessa serva: "Io povera tutta la vita? No, non sarò mai povera, ho detto che sono una grande artista. Un grande artista, madame, non è mai povero. Abbiamo qualcosa, madame, di cui gli altri non sanno nulla".
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