La vita di Paolo Bacciotti è intrecciata profondamente con le sue radici: un’infanzia semplice tra campagna, lavoro e famiglia, con i profumi del grano e della terra bagnata come ricordo più vivo. Cresciuto a Fiesole, ha vissuto in un ambiente rurale che oggi non esiste più, ma che continua a rappresentare per lui un punto fermo.
Fin da giovanissimo ha conosciuto il lavoro nella bottega di famiglia, tra sala e cucina, imparando valori come la semplicità, la dedizione e il contatto umano. Ha anche avuto una breve esperienza nel calcio giovanile, tra cui nei settori giovanili della ACF Fiorentina e poi nel Fiesole, prima di dedicarsi completamente alla ristorazione.
Nel tempo, la sua vita è stata segnata da un dolore profondissimo: la malattia del figlio Tommasino, colpito da un tumore cerebrale in età infantile. Dopo tentativi di cura in Italia e all’estero, la famiglia si è trovata ad affrontare una diagnosi senza speranza, vivendo momenti di grande disperazione e fragilità.
Da quella tragedia è nata però una straordinaria risposta: la Fondazione Tommasino Bacciotti, che offre supporto concreto alle famiglie dei bambini ricoverati, mettendo a disposizione appartamenti gratuiti per chi deve affrontare lunghi percorsi di cura presso l’ospedale Meyer Hospital.
Oggi la fondazione rappresenta un esempio di solidarietà e umanità: decine di famiglie trovano accoglienza e sostegno, senza costi, in un momento estremamente difficile della loro vita. Un progetto che nasce da un’esperienza personale dolorosa, ma che si è trasformato in un aiuto concreto per gli altri.
Bacciotti chiede solo un gesto semplice a chi passa da quelle case: lasciare un messaggio. E spesso, tra le righe, emerge un pensiero comune: “Senza di voi non ce l’avremmo mai fatta”.