Dal Ried all’Eintracht Francoforte e alla Premier League, il tecnico austriaco rivoluziona le Eagles con pressing, contropiede e trofei storici, puntando ora alla Conference League

C’è stato un Crystal Palace prima di Oliver Glasner, ce n’è uno con lui e ce ne sarà un altro dopo. Sarà proprio il club londinese l’avversario che separa la Fiorentina dalla quarta semifinale europea consecutiva, una squadra che non aveva mai brillato per trofei o partecipazioni europee fino all’arrivo del tecnico austriaco.

Come riportato da violanews, Glasner, nato a Salisburgo, ha avuto una carriera da difensore legata al Ried, con 571 presenze e due coppe d’Austria vinte. La svolta arriva nel 2011, quando dopo uno scontro in allenamento subisce un ematoma subdurale al cervello: "A mia moglie dissero che le chence di sopravvivere erano il 50%". Da lì la decisione di lasciare il calcio giocato e iniziare la carriera da allenatore.

Dopo le esperienze nel mondo Red Bull, al Lask e al Wolfsburg – dove centra la qualificazione in Champions con una media di 1.86 punti – si afferma all’Eintracht Francoforte, vincendo l’Europa League senza sconfitte e superando squadre come Barcellona, Betis e West Ham. "La cosa più importante è essere autentici. I giocatori hanno un fiuto finissimo e si accorgerebbero subito se cercassi di presentarmi come qualcuno che non sono. Intendo veramente quello che dico ai giocatori".

Nel febbraio 2024 approda al Crystal Palace, rivoluzionando la squadra e portandola a conquistare FA Cup e Community Shield, i primi trofei della storia del club. Il suo calcio, fatto di pressing e verticalità, ha convinto anche Xavi: "Giocano in contropiede e con pressing alto come ho visto solo in poche squadre nella mia carriera".

Ora Glasner punta a stupire anche in Conference League prima dell’addio già annunciato, lasciando un segno indelebile nella storia delle Eagles.
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