AGGIORNATA - "Mi sarebbe piaciuto creare un'isola galleggiante" sull'Arno, "temporanea, dalla primavera all'autunno, dove far risuonare la musica di concerti e spettacoli. Arnia era il suo nome. L'idea forse non è matura, gli ipercritici fiorentini la stroncherebbero". Lo ha affermato la soprintendente per Belle arti e Paesaggio di Firenze, Antonella Ranaldi, intervenendo a 'L'armonia - Arte Ambiente Architettura' oggi a Firenze.
"In questa occasione - ha detto - a me piacerebbe proprio lanciare un tema, una sfida su cui lavorare: far rivivere l'Arno, il fiume da nemico diventi quindi un amico da vivere e animare nelle sue sponde, da conservare nella loro naturalità spontanea ed ecologica, ma anche rendere accessibili e vissute, ad esempio, per lo sport".
Ranaldi si è inoltre soffermata a tal proposito sul parco delle Cascine, riferendosi "al rapporto del parco con l'acqua del fiume Arno: sarebbe una grande occasione di recupero, soprattutto per far rivivere questi luoghi, un percorso da Ponte Vecchio alla Pescaia di Santa Rosa, che prosegue poi sulla riva destra dell'Arno, nel tratto che costeggia le Cascine. Secondo me è un'idea che si può percorrere: pensateci e prefiguratela nella mente".
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"C'è bisogno sempre di attenzione, quindi queste critiche vanno prese per stare sempre un po' all'erta, però in questo caso mi sembra forse veramente eccessivo". Lo ha detto la soprintendente per Belle arti e paesaggio di Firenze Antonella Ranaldi, a proposito della manutenzione del muro in riva destra d'Arno a Firenze, in lungarno Acciaiuoli davanti al Ponte Vecchio, e in particolare sulla parte intonacata di bianco. "Ha ragione il presidente Giani, mi sembra una polemica abbastanza sterile in questo caso", ha aggiunto.
Secondo Ranaldi, che ha parlato a margine dell'iniziativa 'L'armonia - Arte Ambiente Architettura' oggi a Firenze, "prima di tutto l'intervento è per la messa in sicurezza delle sponde ed è anche un intervento intelligente, nel caso di pericolo si può intervenire con queste paratie che vengono montate sul momento. L'intervento non riguardava l'abbellimento delle sponde: ma lasciare quella parte come si presentava, con un cemento degradato, macchiatissimo, era improponibile".
Peraltro, ha osservato la soprintendente, "si parla di bianco, ma il colore è quello delle facciate dei palazzi sull'Arno. Non è bianco, si esagera sempre: là ci batte il sole, quindi abbaglia. In poco tempo si 'ambienterà' con il colore del resto. L'effetto-nuovo, forse è quello che ha colpito: e tra l'altro è da alcuni mesi che ci sono i lavori, non c'è nessun cambiamento rispetto a come si presentava veramente, ben presto riprenderà un po' il colore dell'ambiente intorno".
"In questa occasione - ha detto - a me piacerebbe proprio lanciare un tema, una sfida su cui lavorare: far rivivere l'Arno, il fiume da nemico diventi quindi un amico da vivere e animare nelle sue sponde, da conservare nella loro naturalità spontanea ed ecologica, ma anche rendere accessibili e vissute, ad esempio, per lo sport".
Ranaldi si è inoltre soffermata a tal proposito sul parco delle Cascine, riferendosi "al rapporto del parco con l'acqua del fiume Arno: sarebbe una grande occasione di recupero, soprattutto per far rivivere questi luoghi, un percorso da Ponte Vecchio alla Pescaia di Santa Rosa, che prosegue poi sulla riva destra dell'Arno, nel tratto che costeggia le Cascine. Secondo me è un'idea che si può percorrere: pensateci e prefiguratela nella mente".
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"C'è bisogno sempre di attenzione, quindi queste critiche vanno prese per stare sempre un po' all'erta, però in questo caso mi sembra forse veramente eccessivo". Lo ha detto la soprintendente per Belle arti e paesaggio di Firenze Antonella Ranaldi, a proposito della manutenzione del muro in riva destra d'Arno a Firenze, in lungarno Acciaiuoli davanti al Ponte Vecchio, e in particolare sulla parte intonacata di bianco. "Ha ragione il presidente Giani, mi sembra una polemica abbastanza sterile in questo caso", ha aggiunto.
Secondo Ranaldi, che ha parlato a margine dell'iniziativa 'L'armonia - Arte Ambiente Architettura' oggi a Firenze, "prima di tutto l'intervento è per la messa in sicurezza delle sponde ed è anche un intervento intelligente, nel caso di pericolo si può intervenire con queste paratie che vengono montate sul momento. L'intervento non riguardava l'abbellimento delle sponde: ma lasciare quella parte come si presentava, con un cemento degradato, macchiatissimo, era improponibile".
Peraltro, ha osservato la soprintendente, "si parla di bianco, ma il colore è quello delle facciate dei palazzi sull'Arno. Non è bianco, si esagera sempre: là ci batte il sole, quindi abbaglia. In poco tempo si 'ambienterà' con il colore del resto. L'effetto-nuovo, forse è quello che ha colpito: e tra l'altro è da alcuni mesi che ci sono i lavori, non c'è nessun cambiamento rispetto a come si presentava veramente, ben presto riprenderà un po' il colore dell'ambiente intorno".
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