Tassa di soggiorno e studio metropolitano per evitare l’effetto Firenze

Anche Scandicci inizia a fare i conti con il boom degli affitti brevi e prova ad anticipare gli effetti già evidenti a Firenze. Complice la tramvia, che ha di fatto azzerato le distanze tra i due territori agli occhi dei turisti, il comune dell’area metropolitana registra una crescita costante degli appartamenti destinati agli affitti turistici.

La sindaca Claudia Sereni parla di una crescita «esponenziale» e sottolinea la necessità di intervenire con equilibrio: regolamentare senza penalizzare il turismo, ma salvaguardando il diritto alla residenza. Per questo, Scandicci guarda a un approccio condiviso su scala metropolitana, in attesa dei risultati di uno studio commissionato dalla Città metropolitana sugli affitti brevi.

I numeri, seppur aggiornati al 2024, parlano di circa 200 alloggi destinati agli affitti turistici, con una densità di 3,1 annunci per chilometro quadrato. Un dato destinato a crescere, soprattutto nelle aree residenziali e lungo la linea della tramvia, mentre restano escluse le zone collinari e industriali.

Il tema è strettamente legato alle politiche già annunciate da Palazzo Vecchio, che punta a una stretta sugli affitti brevi anche fuori dal centro storico. Lo studio affidato al professor Filippo Celata dell’Università La Sapienza servirà proprio a individuare le aree più critiche, dove il rapporto tra abitazioni turistiche e residenziali rischia di diventare insostenibile.

In questo scenario, Scandicci si prepara a introdurre per la prima volta la tassa di soggiorno, a partire da giugno. Le tariffe varieranno dai due ai cinque euro a seconda delle strutture: tre euro negli hotel (attualmente tutti a tre stelle), due euro per b&b e affittacamere, 2,5 euro negli agriturismi e tre euro per gli affitti brevi, che rappresentano la quota più consistente dell’offerta.

Secondo i dati del Ministero del Turismo, sono 189 le unità registrate con codice identificativo nazionale, in gran parte appartamenti interi, contro una quarantina di strutture extralberghiere.

L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro: evitare che nei comuni limitrofi si ripetano le criticità già vissute a Firenze, affrontando il tema non solo dal punto di vista turistico ma anche come emergenza abitativa. Una sfida che, con l’espansione della tramvia verso altri centri della piana, è destinata a coinvolgere sempre più territori.

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