Migliaia di persone sono scese in strada a Campi Bisenzio per il corteo organizzato dal collettivo di fabbrica Gkn, nell’ambito del Festival della letteratura working class. Una mobilitazione che ha intrecciato ancora una volta la vertenza per il lavoro con la protesta contro la guerra e il riarmo.
In apertura dello spezzone principale, uno striscione recita «Salpiamo contro il riarmo», scritto con i colori della bandiera palestinese. Poco più indietro, lo storico striscione «Insorgiamo», simbolo della mobilitazione dei lavoratori Gkn da quasi cinque anni, accompagna la manifestazione.
Tra bandiere della Palestina e di Cuba, fumogeni e cori, il corteo ha attraversato la zona industriale al grido di «Siamo tutti Gkn», «Siamo tutti antifascisti» e «Siamo tutti antisionisti». Una camminata nel cuore dell’area produttiva per mantenere alta l’attenzione sul futuro della ex fabbrica e sulla necessità di una sua riconversione industriale.
Il collettivo continua infatti a chiedere una reindustrializzazione del sito, rilanciando anche l’idea di un azionariato popolare e di un modello di fabbrica socialmente integrata. «Esiste, se lo vorremo», sostengono i lavoratori, immaginando un’alternativa economica e produttiva rispetto alla chiusura dello stabilimento.
La mobilitazione arriva in un momento decisivo della vertenza: da un lato l’attesa della decisione del tribunale fallimentare sulla proposta di concordato presentata da QF, dall’altro il tentativo del collettivo di mantenere viva la pressione pubblica e politica sul futuro dell’azienda.
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