Attrice, scrittrice e conduttrice, Chiara Francini è una delle figure più versatili del panorama culturale italiano. Nata a Firenze e cresciuta a Campi Bisenzio, ha costruito una carriera che attraversa cinema, teatro e televisione, distinguendosi per uno stile ironico e una forte presenza scenica.
Il grande pubblico l’ha conosciuta in film come Una moglie bellissima di Leonardo Pieraccioni e Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee, fino al palco del Festival di Sanremo, dove ha emozionato con un monologo sulla maternità mancata e sul senso di inadeguatezza femminile.
Nel raccontarsi, Francini rifiuta le etichette: “Non sono attrice, scrittrice o conduttrice, sono una pratica. Sto dove succedono le cose e mi espongo ogni volta”, spiega, sottolineando un approccio alla scena come continuo atto di presenza e responsabilità.
Il legame con le sue origini è centrale. Campi Bisenzio rappresenta “la lingua madre e il corpo delle cose”, mentre Firenze è “lo sguardo e il rigore”. Due dimensioni che, secondo l’artista, non sono nostalgia ma struttura identitaria.
Tra i luoghi del cuore cita la Chiesa di Santa Maria a Campi, la strada di casa e le case popolari in cui è cresciuta, oltre al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, dove ha mosso i primi passi artistici sotto la guida di Barbara Nativi. Un’esperienza che definisce decisiva: “Lì ho capito che il teatro non è un mestiere, ma una posizione nel mondo”.
Francini riflette anche sul valore delle esperienze politiche e sociali del passato, come le Feste dell’Unità, oggi sempre più rare. “Erano un’idea di comunità. Non mi manca la forma, ma ciò che rappresentavano”, osserva.
Sulla città di Firenze, infine, il giudizio è lucido: non una città “morta”, ma “in tensione”. Una realtà ricca culturalmente, ma che rischia di diventare superficiale se non continua a produrre pensiero e conflitto.
Un ritratto personale e insieme collettivo, in cui la traiettoria artistica si intreccia con l’identità di un territorio che continua a influenzare profondamente il suo percorso. L'intervista riporatta dalla Nazione.
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