Fiorentina in campo con la Lazio. Pensando al domani

‘Se la mì nonna aveva le ruote, era un carretto’, si dice a Firenze. Anzi, volendo essere più precisi, se la mì nonna l’avea le rote, ll’era un carretto’, ecco. Si può unire al ‘se e ma è il patrimonio dei bischeri’, traducibile in italiano ‘col senno del poi’, in inglese ‘sliding doors’. 
Potessimo avere una macchina del tempo in stile ‘ritorno al futuro’, chissà quante cose da cambiare ci sarebbero nella storia più o meno recente. Purtroppo, ad oggi, non lo possiamo ancora fare, e quindi possiamo solo pensare al ‘senno del poi’. 
Oggi la Fiorentina torna a sfidare la Lazio, lo fa dopo che Cremonese e Lecce hanno perso, lo fa con la grande occasione di poter chiudere quasi definitivamente i discorsi salvezza per poi provare a fare un miracolo giovedì sera. Lo fa contro una squadra, quella biancoceleste, ai minimi termini tra infortuni, assenze e scelte di mercato decisamente rivedibili, in mezzo a mille contestazioni, col rischio a sua volta di finire in un tourbillon che potrebbe andare a rendere questo finale di stagione un ‘tutti contro tutti’. 
Ed ecco che si arriva al concetto iniziale, ‘il senno del poi’. Facile a dirlo oggi, sì. Ma che quest’anno sia stato ‘tutto sbagliato, tutto da rifare’, è ormai abbastanza evidente. E, sia chiaro, quello che la Fiorentina sta pagando oggi proviene da lontano. La lista sarebbe lunga, dalle operazioni di mercato di Pradè alla scelta di Pioli, dal lavoro di Pioli all’arrivo di Vanoli e Paratici, da una forbice tra soldi spesi e rendimento di alcuni giocatori che fa spavento. Per non parlare dei risultati. Ci sarà tempo, ovviamente, per analizzare il tutto. Intanto, la priorità dev’essere focalizzata sull’oggi, sulla salvezza. Le probabilità di rimonta sul Palace giovedì sono ridotte al lumicino, non solo per il risultato dell’andata, ma quanto per limiti e fragilità che questa Fiorentina ha evidenziato da inizio stagione. Col senno del poi…Sì. Peccato che la bravura di un lavoratore, qualunque mestiere egli faccia, stia nel prevenire e prevedere eventuali errori. La quantità di scelte sbagliate fatte da chi si è alternato negli uffici dirigenziali della Fiorentina è esorbitante. Anche il lavoro di Paratici, tra gli innesti di Fabbian, Brescianini, Solomon, Rugani e Harrison, non ha prodotto chissà quale scossa. 
Col senno del poi, magari, qualcuno ha rivalutato il lavoro di Palladino, quello di Italiano, il passato…Che non si può più cambiare, ormai. Ma…si può provare a cambiare il futuro. Che passa dal presente, da oggi con la Lazio e dal raggiungimento della salvezza. Di fronte ci sarà Sarri, ecco, capitolo a parte. Dalla polemica sugli incontri con Barone, sempre smentiti dalla Fiorentina ma poi confermati dal tecnico stesso, alle voci su un suo futuro a Firenze che ogni anno di rincorrono. Sarà la volta buona? Speriamo, ma sembra difficile. Almeno finché ci sarà questa proprietà. Non va dimenticato, infatti, che Rocco Commisso fu uno dei primi a sostenere la battaglia di Barone contro quelle voci su un incontro tra Sarri e la dirigenza viola, con tanto di conferenza stampa polemica e accesa. Vabè, è il passato. Che non si può cambiare. Magari si può provare a cambiare il futuro, bis.

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