I prezzi sono diventati quasi insostenibili per la categoria

La Nazione questa mattina raccoglie le preoccupazioni della categoria degli autotrasportatori, in assoluto una delle più colpite dall’impennata del prezzo dei carburanti innescata dalla guerra in Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz: chiaramente, si tratta di un settore fra i più esposti ai contraccolpi del caro-gasolio, che adesso, di fronte a difficoltà che appaiono quasi insormontabili, lascia intendere che il rischio che va concretizzandosi è quello di uno stop completo.

I mezzi pesanti, spiega al quotidiano Confartigianato Trasporti Firenze, rischiano di rimanere definitivamente a secco, dato che un pieno ha raggiunto prezzi davvero alti e complessivamente i costi per il rifornimento dei mezzi, senza adeguati aiuti e sostegni alla categoria, rischia di diventare insostenibile.

Il rischio, quindi, è che a fermarsi sia la filiera degli autotrasporti, con le gravissime conseguenze che questo avrebbe su praticamente ogni altro settore economico, dato che fermandosi il trasporto dei beni e delle merci, negozi e attività finirebbero con l’essere sostanzialmente senza rifornimenti.

Fornendo i numeri, La Nazione riporta che a Firenze sarebbero circa 114mila i veicoli pesanti attivi, mentre per quanto riguarda la Toscana si superano le 322mila unità.
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