Sì a maggioranza al budget economico 2026-2028 di Arti, l'Agenzia regionale per il lavoro. "Nel 2025 - ha spiegato la presidente della commissione sviluppo economico e rurale Brenda Barnini (Pd) - sono stati 253 mila gli utenti presi in carico in Toscana; oltre un milione le misure di politiche attive avviate e oltre 20 mila le imprese che si sono rivolte ai centri per l'impiego".
L'atto è stato approvato con i voti favorevoli di Pd, Cr, Avs e M5s; contrari Fdi e Fi. Barnini ha parlato della gestione da parte di Arti delle risorse che per il 92% sono statali mentre "nel budget non ci sono le risorse che gestisce come soggetto pagatore", ricordando che "il 2026 sarà l'ultimo anno in cui nel bilancio di Arti troviamo le risorse Pnrr destinate alla ristrutturazione delle sedi". "Per quest'anno per la prima volta - ha concluso - Arti ha tra i suoi obiettivi la concretizzazione della misura del reddito di rinserimento lavorativo" con circa 23 milioni, una disponibilità di risorse che per Barnini è "figlia di un virtuosimo e non di una mancata capacità di impegno delle risorse".
Per Lorenzo Falchi (Avs) "le figure tecniche di Arti hanno dimostrato di fare un lavoro preciso e competente", mentre Irene Galletti (M5s) ha parlato di "un'agenzia importante per la Regione che ha caratteristiche di eccellenza". Per Alessandro Tomasi (Fdi) "rispetto a questi avanzi la prima domanda che mi sarei fatto è il perché che può nascondere tante cose, compresa l'inefficienza. Di certo nasconde che è un'agenzia sovra sovvenzionata. Gli avanzi sono circa di 30 milioni e voi avete scelto con 23 milioni di finanziare il reinserimento lavorativo".
Per Simone Bezzini (Pd), "il modello sulle politiche attive del lavoro in Toscana è molto avanzato e ci sono risultati efficaci grazie alla concertazione con sindacati e datori di lavoro". Jacopo Ferri (Fi) si dice preoccupato del fatto che "le misure sul reddito che si vogliono adottare risultino mere misure assistenzialistiche. Da questo nasce il nostro voto contrario".
L'atto è stato approvato con i voti favorevoli di Pd, Cr, Avs e M5s; contrari Fdi e Fi. Barnini ha parlato della gestione da parte di Arti delle risorse che per il 92% sono statali mentre "nel budget non ci sono le risorse che gestisce come soggetto pagatore", ricordando che "il 2026 sarà l'ultimo anno in cui nel bilancio di Arti troviamo le risorse Pnrr destinate alla ristrutturazione delle sedi". "Per quest'anno per la prima volta - ha concluso - Arti ha tra i suoi obiettivi la concretizzazione della misura del reddito di rinserimento lavorativo" con circa 23 milioni, una disponibilità di risorse che per Barnini è "figlia di un virtuosimo e non di una mancata capacità di impegno delle risorse".
Per Lorenzo Falchi (Avs) "le figure tecniche di Arti hanno dimostrato di fare un lavoro preciso e competente", mentre Irene Galletti (M5s) ha parlato di "un'agenzia importante per la Regione che ha caratteristiche di eccellenza". Per Alessandro Tomasi (Fdi) "rispetto a questi avanzi la prima domanda che mi sarei fatto è il perché che può nascondere tante cose, compresa l'inefficienza. Di certo nasconde che è un'agenzia sovra sovvenzionata. Gli avanzi sono circa di 30 milioni e voi avete scelto con 23 milioni di finanziare il reinserimento lavorativo".
Per Simone Bezzini (Pd), "il modello sulle politiche attive del lavoro in Toscana è molto avanzato e ci sono risultati efficaci grazie alla concertazione con sindacati e datori di lavoro". Jacopo Ferri (Fi) si dice preoccupato del fatto che "le misure sul reddito che si vogliono adottare risultino mere misure assistenzialistiche. Da questo nasce il nostro voto contrario".
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