In Toscana sono circa 180mila le famiglie in condizioni di disagio abitativo, di cui oltre 37mila in situazione di emergenza grave. Nell’area fiorentina si stimano circa 15mila nuclei in difficoltà, numeri che evidenziano una crisi strutturale del settore casa.
I dati sono stati al centro di un confronto promosso dalla Fillea Cgil a Firenze, che ha rilanciato la necessità di interventi sulla filiera delle costruzioni, considerata strategica per l’economia regionale. Il comparto edile in Toscana coinvolge circa 100mila lavoratori e rappresenta una quota rilevante del PIL e dell’occupazione industriale.
Secondo le analisi, il settore è però sotto pressione a causa dell’aumento dei costi energetici e dei materiali, della fine dei bonus edilizi e delle incertezze legate ai fondi per le opere pubbliche e al PNRR. A questo si aggiunge la difficoltà crescente di accesso alla casa, con redditi medi insufficienti rispetto ai prezzi degli immobili.
Il patrimonio edilizio toscano è inoltre in larga parte datato: circa il 73% degli edifici è stato costruito prima degli anni ’80 e la maggioranza rientra in classi energetiche poco efficienti. Da qui la richiesta di un piano di riqualificazione diffusa che unisca sostenibilità, sicurezza e sviluppo.
Per la Fillea Cgil è necessario aumentare l’offerta di alloggi accessibili e rafforzare l’edilizia residenziale pubblica. La sindaca di Firenze Sara Funaro ha ricordato gli interventi del Comune, tra cui risorse per la ristrutturazione degli alloggi, contributi affitto e progetti di social housing.
Dal lato regionale, il presidente Eugenio Giani ha evidenziato lo stanziamento di fondi europei e sottolineato come oltre il 60% delle famiglie viva oggi in affitto, in un contesto di crescente difficoltà economica e abitativa.
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